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Spettacolo

Paolo Conticini: “Da piccolo volevo fare il veterinario. Successo? Mi reputo fortunato ho partecipato a due provini e…”

Intervista a Paolo Conticini

Paolo Conticini, 50 anni, metà dei quali trascorsi tra cinema e teatro, ha rilasciato una intervista ai microfoni dell’inserto off de ‘Il Giornale’. L’attore è reduce da una fortunata tournée con il musical Mamma Mia.

Qual è stato il segreto del successo di questo spettacolo?
“Sicuramente la bravura di Massimo Romeo Piparo di aver portare in scena tutti gli ingredienti e i sapori che si possono apprezzare nel film. Ha fatto un gran lavoro nel mettere insieme attori con caratteri diversi, molti di noi non si conoscevano prima. Ci siamo trovati benissimo insieme, sono stato fortunato ad aver trovato compagni di lavoro eccezionali. Sin dalle prime repliche notavo i volti pieni di allegria e di entusiasmo delle persone che guardavano lo spettacolo. Mamma mia è veicolo di bei messaggi, sono molto contento di averne fatto parte”.  

Una piacevole eccezione in un periodo storico non facile per gli attori…
L’Italia è un paese fatto di artisti conosciuti in tutto il mondo, di grandissimi attori, di registi che hanno fatto tantissimo. Dovrebbe essere prioritario difendere l’arte, il cinema, il teatro. Fa parte del nostro Dna, e della nostra cultura. Troppo spesso l’arte viene messa in secondo piano. A questo si aggiunge che non c’è tanto lavoro, in tutti i settori, e questo inasprisce gli animi”.

Cosa è stato fondamentale per dare una svolta alla tua carriera?
“Mi reputo fortunato. Ho partecipato a due provini, uno andò male e l’altro bene. Non ho mai seguito corsi di recitazione, ma ho fatto la scuola più bella che è quella di recitare al fianco di attori bravissimi, ho imparato quello che so fare da loro. Ho iniziato con Christian De Sica che, oltre ad essere un amico, è il mio maestro di recitazione. È stato lui a portarmi in scena per la prima volta in teatro”.

Ed ora che ti piacerebbe fare?
“Vorrei recitare in un film drammatico, interpretare un personaggio drammatico. Mi piacerebbe lavorare per Ferzan Ozpetek”.

Intanto sui social hai annunciato che ti è venuta voglia di scrivere…
“Sì, mi è venuta la voglia di scrivere un po’ di cose che mi sono successe negli ultimi 50 anni, raccontare un po’ del mio intimo, la mia infanzia, come sono cresciuto, come sono entrato in questo ambiente, quello che la gente non conosce. Le mie paure, le mie ansie”.

Fondamentale è il rapporto con la stampa: quale la recensione più bella che hai ricevuto e il commento che proprio non ti è andato giù…
“Non mi sono andate giù certe critiche ai film di Natale che sono considerati spazzatura, troppe volte hanno infierito. Poi ci fu un articolo del mio primo spettacolo a teatro che mi fece ridere, scrissero che facevo parte della scenografia (ride). Mentre la più bella è quella delle persone che mi fermano per strada, mi riconoscono e apprezzano quello che faccio”.

Ci racconta un episodio off della sua vita?
“Sono sempre stato un amante degli animali e da piccolo avrei voluto fare il veterinario. Solo che questo andava contro la mia voglia di studiare, preferivo lavorare per avere una rendita che mi rendesse indipendente. E mio nonno ci scherzava su: “volevi fare il veterinario ma tutt’al più potrai fare il vetraio”. È stato per me un punto di riferimento importantissimo, mi ha seguito agli esordi, ora spero mi stia guardando da lassù”.

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