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Lockdown al Sud: “Danno da 100 miliardi evitabile, ipotesi risarcimento reale soprattutto per un motivo”

La scelta di imporre il lockdown al Sud è costata 100 miliardi di euro: i dati

Lockdown al Sud: “Danno da 100 miliardi evitabile, ipotesi risarcimento reale soprattutto per un motivo”. È di ieri la notizia del lockdown totale imposto anche dove non era necessario per lo scarso propagarsi del contagio. Una situazione che ha inciso moltissimo sull’economia soprattutto del Sud, già martoriata prima della pandemia.

Ma quanto è costata questa decisione? A quantificare il danno in cifre, è l’edizione odierna de ‘Il Messaggero’. Il quotidiano effettua il calcolo sulla base delle stime sul Pil e del rapporto Svimez.

Secondo il quotidiano, anche se nessun economista potrebbe dare una risposta precisa al centesimo, a grandi linee la cifra ipotizzabile è netta: 100 miliardi di euro. La si ricava dalla riduzione del Pil che per quest’anno è stimata intorno al 10% e dunque equivarrà ad aver gettato nel fuoco la bellezza di 175 miliardi.

Il settore tra i più colpiti è senz’altro quello della ristorazione. Al Centro-Sud, infatti, nel 2019 il giro d’affari è stato di oltre 48 miliardi. Ma quest’anno pagherà un prezzo salatissimo di circa 12 miliardi di riduzione del fatturato, anche se dal Po in giù l’epidemia è stata contenuta e in alcuni casi quasi impercettibile.

Per ‘Il Messaggero’ “si pone dunque un tema di risarcimento di danni (ipotizzata anche dal Movimento per il Sud) che almeno in parte, forse, potevano essere evitati. Anche gli alberghi stanno valutando come muoversi per recuperare un danno non dovuto, almeno non in tutto il Paese. Il settore stima una perdita di fatturato di oltre il 70% nel 2020. E una parte del giro d’affari sfumato è dovuto alle imprese che non riapriranno. Moltissime anche al Centro-Sud”.

A confermare questa ecatombe economica c’è anche il rapporto Svimez sui dati di bilancio disponibili ad aprile per un campione di imprese con fatturato superiore agli 800.000 euro. Le evidenze su grado di indebitamento, redditività operativa e costo dell’indebitamento, portano a stimare una probabilità di uscita dal mercato delle imprese meridionali 4 volte superiore rispetto a quelle del Centro-Nord.

Infine, chiosa il quotidiano capitolino, “il risvolto più pesante, è che proprio nel Centro-Sud, che poteva evitare il lockdown più pesante, sarà più difficile ripartire. Il resto del Paese avrebbe subito il calo della domanda del Nord, ma poteva essere cruciale per l’intero Paese mantenere viva l’anima commerciale e l’industria del Centro-Sud, lì dove il virus si sentiva molto meno, fanno notare diversi economisti. Ora l’intero Paese deve ripartire. E la parte più debole, ma anche meno colpita, farà più fatica del resto”.

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