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Patty Pravo: “Mai pentita della mia natura. Cinque mariti? Ho mantenuto ma non sono mai stata mantenuta”

Patty Pravo non si è mai pentita della sua natura: l’intervista a ‘La Repubblica’

Patty Pravo: “Mai pentita della mia natura. Cinque mariti? Ho mantenuto ma non sono mai stata mantenuta”. Intervista senza esclusione di colpi della 72enne cantante veneziana ai microfoni de ‘La Repubblica’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Ci sono anche alcune foto in cui è nuda. Mai provato imbarazzo?
«No, direi no, ho lavorato anche in televisione col seno di fuori, stavo con la giacca aperta e sotto niente, per assurdo anni fa c’era meno censura per queste cose, ma io sono abbastanza androgina, e quindi uno così se lo può permettere».

Androgina sì, ma non sminuiamo la sua femminilità. Non a caso il libro si intitola “Minaccia bionda”, sottotitolo “A modo mio, sempre controtempo”. Si è mai pentita?
«Mai, è la mia natura, e come ci si può pentire della propria natura?».

Ha pagato un prezzo per questo?
«Non l’ho mai visto come un pagamento, ho spesso rotto contratti perché volevo essere libera e fare le cose a modo mio. E infatti se oggi volessi riunire la mia discografia sarebbe complicatissimo».

Quando ci fu la prima ribellione?
«Ero la ragazza ye ye con la minigonna, a 22 anni ero già famosa, ma volli cambiare e mi trasformai in una vecchia cinquantenne per cantare gli autori che amavo, come Brel che poi è stato mio amico, o Ferré che fu come un fratello».

Patty Pravo: “Mai pentita della mia natura”

Nel libro c’è una frase che dice di non ricordare di aver detto: “Gli uomini me li fumo come sigarette”.
«Allora scrivevano di tutto su di me, o se la sono inventata o l’ho detta io per prendere in giro qualcuno».

Cinque mariti non sono pochi
«E che dovevo fare, in fondo è come fossero stati cinque fidanzati, e non è stata una voglia mia, erano loro».

Non voleva sposarsi?
«Sei matto? Certo che no, erano loro, io mi sono sempre auto-mantenuta e casomai ho mantenuto».

[…] come mai non sia stata scoperta dal cinema. Rifiuto? Occasioni mancate?
«Direi occasioni mancate. Per esempio Antonioni mi chiamò per Professione reporter ma avevo dei tour in tutto il mondo, non potevo cancellarli, lo stesso per De Sica che mi voleva ne Il giardino dei Finzi Contini. Poi quando vidi Professione reporter ci rimasi malissimo, chiamai Michelangelo e gli dissi che aveva ragione, avrei dovuto farlo».

Dovendo scegliere una foto particolarmente rappresentativa?
«Forse quelle di quando ero bambina, anche perché è stata una sorpresa, le ho ritrovate per caso».

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