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Raffaella Carrà: “Piaccio alle donne italiane per un motivo preciso. Vi spiego chi era veramente Maradona”

Raffaella Carrà e la simpatia delle donne italiane, l’intervista a ‘Il Corriere della Sera’

Raffaella Carrà: “Piaccio alle donne italiane per un motivo preciso. Vi spiego chi era veramente Maradona”. La conduttrice rivela alcuni retroscena sulla sua carriera in una intervista rilasciata a ‘Il Corriere della Sera’.

[…] È vero che ha aiutato gli italiani a vivere il sesso con allegria?
«Se è così, sono felice. Certo le donne italiane hanno grande simpatia per me perché non sono una mangiauomini: si può avere sex appeal insieme a dolcezza e ironia, non bisogna per forza essere Rita Hayworth».

Lei ha aiutato la liberazione femminile con il suo essere «trasgressiva-nostrana».
«Posso dire che Lucia Bosé ha raccontato che, il giorno che sono entrata a Madrid – era il 1975, era appena morto Francisco Franco – presentandomi in televisione ho dato la sveglia alle donne spagnole, che hanno ripreso a credere in sé stesse».

Quel polverone sul Tuca tuca doveva farci capire che lei con allegria sapeva parlare di sesso…
«Lo ballai la prima volta con Enzo Paolo Turchi, e l’Osservatore Romano fece pressioni in Rai per stopparlo. Riuscii a riportarlo in tv solo grazie ad Alberto Sordi, a cui nessuno diceva no. Io mi vestivo così, pantaloni e top corto, senza nessun secondo fine. Ma evidentemente, senza rendermene conto, stavo rompendo gli schemi. Forse perché ballavo in modo libero, forte, comunicavo energia, non una sensualità eccessiva. E dunque è stato più facile far passare un messaggio di libertà. Mentre ballavo non pensavo: guardate come sono brava. Pensavo: dai, venite a far casino con me».

[…] a febbraio stava cominciando le riprese della nuova edizione del programma su Rai3.
«Avevamo già organizzato tutto per girare le quattro nuove puntate. Sarei dovuta andare a Milano a incontrare Achille Lauro: volevo scoprire la sua intimità, perché lui non è solo uno che si veste da matto, come del resto abbiamo fatto io o Renato Zero. Se vesti in modo così stravagante devi avere qualcosa dentro, devi avere coraggio e qualcosa da raccontare. Poi sarei dovuta andare in California per Mika e a Los Angeles per Tiziano Ferro, con cui ho un rapporto bellissimo. E infine Emma. Anzi Emma era la prima, stavamo per partire per Lecce».

Raffaella Carrà: “Piaccio alle donne italiane per un motivo preciso”

Poi il lockdown ve l’ha impedito?
«No, non c’era ancora. È stata una voce dentro, penso un angelo custode. Sul serio. Era la seconda metà di febbraio: sento qualcosa in televisione e avverto dentro una strana inquietudine. Chiamo Rai3 e dico: questo programma non si può fare, è troppo pericoloso. Non me la sento».

[…] E il semi lockdown attuale come lo sta vivendo?
«Sono più ansiosa adesso di prima. Mi manca tanto la libertà. Ho vissuto i primi mesi del lockdown a Porto Santo Stefano (Argentario), avevo il giardino, passeggiavo, facevo la spesa e vedevo il mare. Sono stata privilegiata».

E ora?
«Sono a Roma e soffro di più. Proprio giorni fa mi sono chiesta: quali sono le cose belle accadute nel 2020? Nessuna, nulla».

Natale?
«Mio nipote non potrà venire dalle Marche, mia nipote sta in Irlanda. Forse lo trascorrerò con Sergio, che sta a Roma. Le feste sono già malinconiche… Forse era meglio cancellarlo quest’anno».

Almeno tra poco finisce questo 2020.
«E meno male. E dire che era partito così pieno di aspettative, così rotondo. Il 31 dicembre bisogna spaccare tutto. Lo farò in privato nella mia terrazza, a costo di chiamare il muratore il giorno dopo».

Si vaccinerà?
«Dopo un po’ sì, anche se non penso che con l’arrivo dei primi vaccini saremo tutti liberi. Dovremo continuare per un bel po’, almeno un anno secondo me, con le tre regole: distanza, mascherina, lavarsi le mani. Io finora le ho rispettate alla virgola».

Raffaella Carrà: “Maradona? Un cavallo di razza”

Il suo amico Diego Armando Maradona ci ha lasciato troppo presto.
«Un grande dolore. Io che non amo fare i video per gli amici, avevo fatto un’eccezione e ho girato un breve filmato per i suoi sessant’anni. Gliel’hanno mandato e mi hanno detto che si è commosso nel vederlo. Eravamo davvero amici.

Era un mascalzone, ma generosissimo, capace di slanci incredibili, nonostante la sua vita pericolosa, tra droga e alcol. Una sera del 2001 è venuto a cena a casa mia, a Roma, era con Minà. Io dovevo presentare Sanremo e Diego mi disse: “Voglio fare Sanremo con te”. Gli ho risposto: “Diego, tu in questo momento sei stato fermato all’aeroporto perché hai problemi con l’Agenzia delle Entrate in Italia, e vuoi fare Sanremo? Io sarei felice, per me sarebbe un colpaccio, ma lo dico per il tuo bene: non guadagni una lira, ti prenderà tutto lo Stato e la stampa ti massacrerà”. E lui come un bambino ha replicato: “Davvero? Ma non è stata colpa mia!”.

È andato via come un cane bastonato. Io davvero lo feci per lui: sarebbe stato certo meglio avere Maradona che Ceccherini. Ora purtroppo partirà la telenovela dell’eredità. Ma dico io, benedetto uomo, non poteva usare il condom? Continuano a venire fuori figli illegittimi. Che cavallo pazzo Diego, ma di razza. Pura».

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