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Iva Zanicchi: “Ho fatto politica e non mi pento, avevo un obiettivo. Draghi? Ho una certezza”

Iva Zanicchi, la politica e non solo: l’intervista a ‘Il Giornale’

Iva Zanicchi: “Ho fatto politica e non mi pento, avevo un obiettivo. Draghi? Ho una certezza”. La cantante racconta alcuni aneddoti sul passato, compresa l’esperienza da europarlamentare, in una intervista a ‘Il Giornale’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Qual è il collega di cui ha più stima? E di quello di cui ha meno stima?
“Stimo tanto Caterina Caselli, ma chi stimo di meno non lo dico perché questo è un lavoro durissimo in cui si è sempre sotto esame e non mi permetterei mai. Poi, ovviamente, c’è chi mi piace di più e chi di meno”.

Per una donna, in Italia, è difficile far carriera anche in ambito musicale?
“No, l’unica difficoltà era il fatto che, negli anni ’70 i discografici dicevano che le donne non vendevano dischi. Forse poteva anche essere vero, ma poi abbiamo smentito questa diceria perché io e la Pavone abbiamo venduto milioni di dischi e, ovviamente anche Mina, Milva, Patty Pravo e la Vanoni stra-vendevano”.

La musica, dai suoi esordi ad oggi, è cambiata in meglio o in peggio?
“La musica si evolve, poi fa retromarcia, poi accelera. Bisogna capire i gusti che cambiano, soprattutto quelli dei giovani, i quali pure loro fanno musica molto bella e piacevole. Chi, tra i giovani, si avvicina alla melodia è vincente perché l’Italia viene dalla melodia. Non bisogna dimenticare la tradizione italiana perché se si va a scimmiottare la musica inglese o americana si snatura la nostra forza e non si è vincente.

I giovani è giusto che abbiano questa loro musica con ritmi particolari, ma non cantano, dicono delle parole e tra dieci anni non rimarrà nulla. Chi, invece, come Diodato fa musica, allora vien fuori la canzone bellissima. Il vestito deve essere nuovo, ma non si devono dimenticare le radici”.

Iva Zanicchi: “Politica? L’ho fatta e non me ne pento”

Come ha conosciuto Berlusconi?
“L’ho conosciuto perché ho lavorato per 15 anni nella sua azienda e lui si occupava direttamente di tutto quello che succedeva nelle sue televisioni. Un gran d’uomo, un grande imprenditore molto capace e molto amato e ha portato la sua azienda a livelli di competizione vera con la Rai”.

[…] Perché decise di scendere in politica?
“A me la politica mi è sempre piaciuta tantissimo, i politici un po’ meno. La politica è discussione, siamo noi. Tutti dovremmo occuparci di politica. Io non avevo grandi pretese, era una piccola goccia però sono una curiosa e ho voluto provare anche quella esperienza. L’ho provata e non me ne pento. Sono esperienze che, nella vita, servono”.

Cosa pensa del governo Draghi?
“Lui ha dimostrato di essere un uomo molto capace e credo che non si sia mai trovato in difficoltà come oggi perché ha a che fare con tanti cervelli che la pensano diversamente. Spero che riesca ad attuare ciò che ha promesso e lo farà. Confido e spero in lui”.

Lei ha avuto il Covid. Ha avuto molta paura?
“Sono stata dieci giorni in ospedale con la polmonite interstiziale, non è stato piacevole, ma proprio paura no. Bisogna essere prudenti con tutte le precauzioni del caso perché sennò, poi, vediamo quel che succede. Poi, certo, adesso la gente è stanca perché è più di un anno che andiamo avanti così. Vacciniamoci così ne usciamo presto”.

Quanto è stata importante la fede in quei momenti?
“La fede dovrebbe essere importante sempre. Certo siamo tutti un po’ vigliacchi: quando abbiamo bisogno, allora ricorriamo all’aiuto di Dio. In quei momenti, è chiaro, è molto importante per ognuno di noi. Almeno per me lo è stato”.

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