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Rischio zona gialla, Locatelli smentisce: “Regioni lontane dalle soglie, anche la Sicilia”

Rischio zona gialla, Locatelli smentisce: “Regioni lontane dalle soglie, anche la Sicilia”. Abbiamo letto in questi giorni di rischi e allarmi per alcune Regioni, soprattutto del Sud, di subire restrizioni nel bel mezzo della stagione turistica. Si tratta di informazioni false che hanno solo minato l’economia di un settore già in grosse difficoltà: il turismo.

A smentire quella che possiamo tranquillamente definire una bufala, circolata nei giorni scorsi anche su quotidiani nazionali, è Franco Locatelli secondo cui le Regioni sono lontane da un possibile declassamento in zona gialla. Il coordinatore del comitato tecnico scientifico (CTS), snocciola i numeri in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’.

«I contagi continuano a salire, ma non nella misura temuta o da qualcuno ipotizzata. In particolare, nell’ultima settimana vi è stata una decelerazione nella crescita rispetto alle due settimane precedenti. A livello nazionale, i tassi di ospedalizzazione e di occupazione delle terapie intensive rimangono contenuti, rispettivamente 3% e 2.2%. In molti Paesi Europei, i numeri sono significativamente più preoccupanti», spiega Locatelli.

Rischio zona gialla, Locatelli smentisce

Ma è nei dettagli che il coordinatore del CTS, di fatto, smentisce la teoria degli allarmisti di professione: «Pur a fronte di valori d’incidenza a 7 giorni superiore a 50, le regioni restano in zona bianca se si verifica una di queste due condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto di area medica è inferiore o uguale al 15% e quello delle terapie intensive è inferiore o uguale al 10%. Anche la Sicilia, che ha i valori più elevati (8% e 4.7%, rispettivamente), è lontana da queste soglie».

Infine, un chiarimento sulle differenze tra l’essere vaccinati con doppia dose quando in merito all’infezione: «Come affermato anche dal virologo Anthony Fauci, vi è una limitata percentuale (dai dati italiani la stima è del 12%) di soggetti compiutamente immunizzati che possono infettarsi, quasi sempre senza sviluppare malattia, e contagiare. In che misura lo facciano in paragone ai non vaccinati merita ulteriori studi, in particolare mirati a definire quella che è la carica virale nelle loro vie aeree, naso e gola.

Insieme al tempo di esposizione questo rappresenta il fattore determinante per il contagio. Si tratta di un evento raro e ancor più rara è l’eventualità che una persona vaccinata, seppure contagiata, finisca in ospedale. La protezione da forme gravi di malattia è superiore al 95% e si contribuisce a ridurre significativamente la circolazione virale, col pericolo che emergano nuove varianti».

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