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Cronaca Politica

Foggia, sciolto per mafia il consiglio comunale a guida leghista

Foggia, sciolto per mafia il consiglio comunale a guida leghista. Il Consiglio dei ministri ha sciolto stasera il Comune di Foggia ed ha affidato ad una commissione straordinaria la gestione dell’ente. La decisione è arrivata a margine delle indagini svolte che hanno evidenziato la presenza “di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti tra gli amministratori locali e la criminalità organizzata”. Le valutazioni sono emerse dalla commissione di accesso inviata dal Viminale nel capoluogo dauno il 9 marzo scorso.

Secondo la proposta avanzata dal ministro Lamorgese al Cdm, la commissione sarà composta dal prefetto a riposo Marilisa Magno, dal viceprefetto Rachele Grandolfo e dal dirigente Sebastiano Giangrande. L’ente era già stato sciolto, in via ordinaria dal prefetto, dopo le dimissioni rassegnate dall’ex sindaco, il leghista Franco Landella.

L’ex primo cittadino leghista era già stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa di tentata concussione e corruzione, poi rimesso in libertà dopo dieci giorni. Ora Landella è libero ma è interdetto dai pubblici uffici per un anno. Nell’inchiesta, che ritiene di aver svelato un giro di tangenti al Comune di Foggia, è coinvolta anche la moglie di Landella, Daniela Di Donna, dipendente comunale, interdetta dai pubblici uffici per dieci mesi.

Come riporta Ansa, il 25 maggio il Comune è amministrato dal commissario prefettizio Marilisa Magno, ma nell’ente era già al lavoro la commissione di accesso del Viminale per accertare presunte infiltrazioni mafiose nell’attività amministrativa di Palazzo di Città.

Foggia, sciolto per mafia il consiglio comunale

La commissione il 29 luglio ha consegnato una durissima relazione al prefetto di Foggia, Carmine Esposito, rapporto che il prefetto ha inviato al ministero dell’Interno e sul quale si basa la decisione di sciogliere immediatamente il Comune. Nella relazione di sei pagine si evidenzia che dal 2014 erano stati denunciati atti intimidatori nei confronti di alcuni consiglieri comunali e che esisteva una preoccupante pressione criminale sul Comune.

Dal febbraio 2021 – si legge – le inchieste giudiziarie legate ad ipotesi di corruzione hanno coinvolto amministratori pubblici, tra i quali l’ex sindaco Landella e l’ex presidente del consiglio comunale Leonardo Iaccarino. “Dalle indagini conseguenti ai fatti corruttivi – si legge – traspare un quadro inquietante della realtà amministrativa dell’Ente, che attesta uno sviamento del munus pubblico in favore degli interessi della criminalità organizzata”.

Tra gli episodi contestati anche frequentazioni, parentele e legami affettivi da parte dei consiglieri comunali con esponenti locali della criminalità organizzata. Al centro delle presunte pressioni e infiltrazioni mafiose anche appalti legati al sistema di videosorveglianza, l’assegnazione di case popolari ad affiliati ai clan e l’assenza di certificati antimafia per alcune imprese che hanno gestito servizi pubblici.

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