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Sabrina Salerno: “Io J.Lo italiana? Ci vuole testa per non cadere nel ridicolo. Perché ho detto sì a Milly Carlucci”

Sabrina Salerno: “Io J.Lo italiana? Ci vuole testa per non cadere nel ridicolo. Perché ho detto sì a Milly Carlucci”. La cantante e attrice parla, tra le altre cose, della sua nuova esperienza a ‘Ballando con le Stelle‘, in una intervista al settimanale ‘OGGI’.

«Samuel Peron mi chiama tartaruga, elefante, gorilla perché incasso la testa tra le spalle, perfino talpa quando faccio lo sguardo sexy. Si diverte a prendermi in giro. Io rido, e gli do ragione. Sabato scorso ha dato il 50 per cento. Ho fatto delle cavolate, sarà stata l’emozione. Cercherò di fare meglio».

[…] Ha detto che è in difficoltà con le movenze troppo femminili. 
«Sì, perché sono un maschiaccio. E poi fisicamente sono “tanta”, ho un seno prosperoso, forme importanti, per cui non esagero mai con le mosse sexy. A volte assumo posizioni da maschio, me lo ha fatto notare anche Samuel».

Perché ha detto sì a Milly Carlucci? 
«Era il momento di uscire dalla mia comfort zone, e accettare i giudizi degli altri. Mai avrei pensato di fare una gara, con le palette poi. È una cosa che ti insegna a non prenderti sul serio».

Ma è qui per vincere? 
«Non ci voglio pensare. Se vincerò mi farà piacere, soprattutto per Samuel».

Sbaglio o sta vivendo una rinascita? Ha 2 milioni di follower su Instagram, è stata a Sanremo, e ora a Ballando. 
«È una cosa che ho studiato e voluto con determinazione, partendo dai social. I miei follower sono veri e non comprati, come fanno tanti. Ho proposto un’immagine sexy a 53anni. Negli Stati Uniti è normale, in Italia è rivoluzionario».

Sabrina Salerno: “Io J.Lo italiana? Ci vuole testa per non cadere nel ridicolo”

Non a caso l’hanno chiamata la J.Lo italiana. 
«Ho cercato di fare l’americana in Italia, ma ci vuole testa per non cadere nel ridicolo o nel volgare».

[…] Suo figlio Luca la incoraggia? 
«È venuto a trovarmi, si informa, è più partecipativo del solito. In genere prende le distanze dalla mia immagine professionale, per lui sono la sua mamma».

È un po’ geloso? 
«Deve condividere sua madre con il resto del mondo, non è facile. Ma è fiero di me, sa che sono una guerriera».

E suo marito Enrico? 
«È contento che io sia qui perché questa esperienza mi migliorerà, mi metto in discussione, è tutto quello che mai avrei voluto fare».

Ha sofferto per l’abbandono di suo padre, con cui si è riconciliata poco prima che morisse. 
«Quando ti manca la figura paterna viene compromesso il rapporto con gli uomini. Non è un caso che io poi mi ritrovi sempre a lavorare con le donne. Quando non vieni accettata da tuo padre, te lo porti dietro tutta la vita. Io questo abbandono l’ho elaborato, ne ho fatto una motivazione».

È stata la spinta per affermarsi? 
«Mi sono detta: non mi riconosci? E allora diventerò famosa. Volevo dimostrare a mio padre che sarei diventata qualcuno. Salvo poi scoprire che non è il successo che riempie i vuoti, anzi può farti sentire ancora più sola».

Alla fine lo ha perdonato. 
«Ho perdonato lui, ma con gli altri uomini spesso entro in conflitto. Quando è morto mio padre, mi sono ritrovata ad affrontare tutto questo e ci sto lavorando ancora, ma ora sono più serena. Mi salva l’ironia».

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