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Eleonora Giorgi: “Pino Daniele il mio amore sconosciuto. A un certo punto ho capito un aspetto del Cinema. E su Troisi…”

Eleonora Giorgi: “Pino Daniele il mio amore sconosciuto. A un certo punto ho capito un aspetto del Cinema. E su Troisi…”. Eleonora Giorgi su Pino Daniele e non solo, tutti gli amori dell’attrice romana, 68 anni, raccontati senza censura in una lunga intervista rilasciata a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Era la classica bambina tutta un provino?
«Per nulla. Nasco “pariolina”, la mia famiglia era piuttosto conosciuta: madre super cattolica, cinque figli nati in 15 anni, una nonna inglese che guidava la macchina e parlava come Stanlio, la gente quando passava in auto scappava al grido di “c’è una donna al volante!”. A un certo punto papà ha lasciato baracca e burattini perché si è innamorato di Giulia Mafai, la sorella di Miriam, compagna di Pajetta. Sono cresciuta con questo contorno: è stata Giulia a convincermi a far delle pubblicità, lei aveva una mente libera».

Che genere di pubblicità?
«Una per un paio di collant e credo che neppure si vedesse la faccia. L’altra era per Annabella taglie forti giovani: all’epoca andava Twiggy e a me debordava il seno».

Però il primo provino è subito un successo.
«Era un film di genere conventuale, con Tonino Cervi. Avevano provinato parecchie persone: arrivo io e conquisto la parte credo per il look. Indossavo un cappello di paglia, una camicia di seta anni Quaranta, la gonna a balze, le zeppe e le stelline disegnate in viso. Cervi rimase senza parole: ero molto moderna in quella Roma».

E inizia la «rivalità» con Ornella Muti, sua compagna di set nel secondo film .
«La sola competizione tra me e la Muti era sull’altezza delle nostre zeppe. Quando l’ho vista davanti a me, a 18 anni, ho pensato fosse la ragazza più bella del mondo: i suoi denti radi erano come perle nella bocca di una bimba golosa. Aveva già la Kelly di Hermès, una borsa che avevo visto solo alle mamme dei Parioli. La mia era ricavata dai vecchi jeans di Gabriele, il mio fidanzato: divento la Lolita d’Italia avendo baciato e fatto sesso con un solo uomo».

Eleonora Giorgi: “Pino Daniele? Minà mi aveva mandato per intervistarlo”

Il successo però vi divide.
«Ero così disperata per la fine della nostra storia che di nascosto compero a un’asta la sua moto, una Honda 750. E la presto ad Alessandro Momo, il mio secondo ragazzo, che aveva già fatto un gran successo con il film Malizia: lui cade e muore, io scivolo nella tossicodipendenza. Ma continuo a essere quadrata nel lavoro».

Come si libera dalla droga?
«Grazie ad Angelo Rizzoli, che poi diventa mio marito: la persona più buona del mondo. Io stavo male e pesavo poco più di 40 chili, lui a 34 anni aveva tutto il peso del gruppo. Il mio lato dolente incontra il suo e non ci lasciamo più».

[…] Che genitori siete stati?
«Interrotti. Quando ci lasciamo Andrea ha 3 anni: per questo con lui ho un legame forte».

Inizia poco dopo una vita: la campagna, un nuovo marito e un altro figlio.
«A casa di Vittorio Cecchi Gori rivedo Massimo Ciavarro con il quale avevo recitato in Sapore di mare . Mi chiese il numero ma non mi telefonò per mesi: una domenica di ritorno dal mare trovo i ladri in casa e il telefono che squillava. Era Massimo: “Scusa ti devo lasciare, c’ho i ladri”».

Che amore è stato?
«Compravamo casali in rovina per rimetterli a nuovo, restauravamo mobili e avevamo Paolo, il bambino più bello del mondo: ma Massimo era sempre un po’ scontento. Lui al contrario della gente del cinema non si è mai dato arie: la prima volta che l’ho visto sul set mi ha detto “io non te garantisco niente… tutte ‘ste battute da dire”».

Eleonora Giorgi: “Pino Daniele il mio amore sconosciuto”

Il cinema le ha offerto sempre meno ruoli.
«A un certo punto ho scoperto che a 60 anni una donna nel cinema non esiste più: nella vita reale esistono magistrate, imprenditrici, insegnanti ultracinquantenni. Ma non nei film. Per fortuna la televisione ha il pubblico che decide e quindi abbiamo Mara Venier, Barbara D’Urso. Questo ovviamente non vale per gli uomini».

Il Grande Fratello.
«A un certo punto potevo stare tutto il giorno in giardino a fumare, senza l’assillo delle chiamate dell’avvocato, del commercialista. Dai tempi in cui mi svegliavo all’alba per andare sul set sognavo di dormire a Cinecittà: il sogno si era avverato. Purtroppo il cast non era un granché».

Un’amica speciale?
«Oriana Fallaci. Ho ancora un pacco di sue lettere mandate da New York in una scatola».

Un amore meno noto?
«Pino Daniele. Minà mi aveva mandato a intervistarlo per Blitz . All’epoca stavo con Angelo, arrivai con la scorta: dopo il concerto mi disse “lasciali a terra e andiamo a cena, sali sul bus”. In quel momento, con i tamburi e le canzoni dal vivo, ho respirato quella libertà che mi mancava. Dopo la separazione ci siamo rivisti».

E poi Massimo Troisi.
«Di notte il suo cuore ticchettava come una sveglia, nel buio: mi chiamava di nascosto da Benigni, che era un po’ geloso. Sono stata io a convincere Massimo a tagliarsi i capelli».

Il grande amore chi è stato?
«A un certo punto Andrea De Carlo, ma avrei dovuto conoscerlo a 16 anni. Mi ha dedicato tre libri. Voleva essere l’ospite d’onore della mia vita».

[…] Ha mai ricevuto una proposta indecente?
«Alain Delon a 20 anni mi invitò a dormire nella sua stanza d’albergo. Finsi di non capire».

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