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Martina Colombari: “Miss Italia? Volevano che cedessi alla seconda. Con la meditazione ho capito una cosa su me stessa”

Martina Colombari: “Miss Italia? Volevano che cedessi alla seconda. Con la meditazione ho capito una cosa su me stessa”. Martina Colombari su Miss Italia e non solo, l’attrice romagnola, 46 anni, si racconta ripercorrendo le tappe della sua vita privata e professionale in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Martina Colombari, lei è cresciuta a pane e riflettori. A 16 anni era già la più bella d’Italia.
«Siamo una famiglia precoce, mia mamma mi ha avuta a 17 anni, io a 16 avevo una corona da Miss in testa. Tutto ha avuto indubbiamente una accelerata pazzesca».

Oggi a che punto è della sua «corsa»?
«Un punto interessante. Ho capito che devo iniziare a lavorare su me stessa, senza tenere eccessivamente in considerazione il giudizio degli altri. Mi hanno aiutata molto dei workshop di meditazione fatti in Israele, Svizzera e Italia».

[…] Riavvolgiamo il nastro. Martina bambina e ancora poco consapevole. O già consapevole della sua bellezza?
«Per nulla, tuttora non lo sono, certo gli specchi li ho, ma non ho mai pensato che essere bella fosse un talento: è un punto di partenza. Sono cresciuta nel Paese dei balocchi: quando iniziavano le giornate di sole mia mamma mi veniva a prendere con i panini e andavamo in spiaggia a fare i compiti. Ma d’estate la vedevo scomparire: tornava a casa dal ristorante alle dieci di sera».

Le davano qualche piccola mansione?
«La cucina era vietata, per via degli schizzi d’olio e dell’acqua bollente. Mangiavo nella dispensa al piano di sotto guardando un muro, insieme alla signora che stirava le tovaglie».

Martina Colombari: “Miss Italia? Volevano che cedessi alla seconda”

Chi si occupava di lei?
«I nonni paterni. Mio nonno faceva una professione che avevano deciso di tenermi nascosta, il becchino. Vivevo circondata da raso viola, ma non capivo bene il perché».

[…] Poi è passato anche il suo treno.
«Un treno dal quale la mia famiglia voleva farmi scendere. Mia madre faceva di tutto perché non mi montassi la testa. “Mamma, mi dicono che forse vinco Miss Italia”. E lei: “Sono stupidaggini”. Mio papà insisteva perché cedessi lo scettro alla seconda classificata: dovevo tornare a scuola, a Riccione».

[…] Da Riccione a Milano, un percorso obbligato.
«E non semplice. Milano mi ha dato la vita, la mia famiglia, il lavoro, mio figlio, il volontariato. Ma all’inizio alle cene non mi rivolgeva la parola nessuno: tornavo a casa e piangevo. Con il lavoro che ho fatto su me stessa non accadrebbe più. Me ne fregherei».

Perché non le parlavano?
«Lavoravo nella moda, ma per loro ero poco modella, mi portavo dietro l’“onta” della Miss Italia. Al tempo stesso ero troppo modella per altri ruoli. In alcuni ambienti la mia bellezza creava problemi, sono stata discriminata».

[…] Lei si è discostata fin da subito dal modello «wags», la moglie tipica del calciatore.
«Non sono mai stata chiamata una volta signora Costacurta e ho mantenuto una mia identità, anche nell’abbigliamento. Mi ha salvato il fatto che sono sempre stata un po’ antica. Ogni tanto mi piacerebbe svecchiarmi, ma ho un classicume innato. Pochi mesi fa ci ho provato a comperarmi uno stivale super modaiolo, ma sembravo il cubista Panariello, quello del “si vede il marsupio?”… mio marito mi ha guardato e mi ha detto: “Ma dove vai…”».

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Suo marito Billy Costacurta: siete una delle coppie più longeve d’Italia.
«Siamo insieme da 26 anni. Ci siamo conosciuti al telefono: stavo parlando con un amico comune, Piero, e Billy quando ha saputo che dall’altra parte c’ero io gli ha strappato di mano la cornetta. Da tempo voleva conoscermi».

Lui all’epoca era sposato.
«Si stava separando e i primi anni che frequentavo San Siro le altre mogli neppure mi salutavano: ero quella che arrivava dopo e per giunta famosa. Forse anche il mio essere un po’ asburgica, precisina, non creava empatia».

[…] Chi sono le sue amiche oggi?
«Le mamme dell’asilo nido di Achille, 4 amiche con cui ci facciamo almeno tre weekend all’anno dormendo dentro la stessa stanza».

Achille non farà il calciatore.
«No, ha quasi diciotto anni e frequenta l’Istituto Economico Finanziario: ho capito che i figli sono altro da noi, metà genetica, metà carattere. Non mangiano come noi, non vestono come noi e dobbiamo rispettarli nella loro identità».

Con Alberto Tomba, suo storico fidanzato, in che rapporti siete?
«Ottimi, ci siamo visti anche pochi mesi fa a Milano Marittima assieme alla sua mamma. Ogni tanto mi manda la geolocalizzazione e devo capire da quello se si tratta di un luogo dove eravamo stati insieme o un posto dove vive una persona che conosciamo. Io però ho pochissima memoria e lui ci rimane male».

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