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Abatantuono: “Figli bamboccioni? Generazione post guerra ha commesso un errore. Ho avuto una vita anomala”

Abatantuono: “Figli bamboccioni? Generazione post guerra ha commesso un errore. Ho avuto una vita anomala”. Diego Abatantuono sui figli bamboccioni, l’attore milanese, tra le altre cose, parla del tema molto attuale del suo ultimo film in uscita in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

L’attore 67enne è protagonista del film il mammone, che racconta di un 35enne che vive in casa dei genitori in onda da domani, lunedì 7 novembre, su Sky Cinema Uno e in streaming su Now […] Il suo punto di vista?
«Tanti si concentrano sulla mancanza del lavoro, sull’impossibilità economica, ma credo anche che la nostra generazione nel dopoguerra si sia focalizzata troppo sul foglio di carta, sul fatto che i figli non dovevano fare la fatica che hanno fatto i genitori. Si sono messi tutti a studiare, anche chi non era portato… Questa fissa di far studiare i figli ha prolungato il percorso scolastico e così nel frattempo abbiamo anche perso grandi falegnami, grandi idraulici…».

Una figlia quasi quarantenne dalla prima moglie, due maschi che hanno superato i 25 dalla seconda compagna: lei come si è comportato con i suoi figli?
«Anche in questo caso ho avuto una vita anomala, fatta di possibilità economiche che mi permettevano di prendere determinate decisioni. Ai ragazzi ho preso una casa quando avevano 18/19 anni, ma egoisticamente sono contento se stanno da me, anche adesso. Ci vediamo molto, vediamo le partite insieme».

Abatantuono: “Figli bamboccioni? Generazione post guerra ha commesso un errore”

Con Gabriele Salvatores avete lavorato tantissimo insieme, è un suo grande amico, il fatto che è diventato il compagno della sua ex moglie ha addirittura cementato ancor di più la vostra amicizia. Gabriele dice che lei è pigro, che avrebbe potuto ottenere di più nella sua carriera.
«Perché lui no? — affila il suo sorriso sornione, scherza come solo lui può fare sul suo amico fraterno —. Gabriele ha fatto la stessa carriera che ho fatto io, non mi sembra sia a Los Angeles a fare i 100 metri… Per altro io ho fatto 100 film e lui ne ha fatti 10; io ho fatto tre figli e lui ne ha ereditata una da me; io ho tre nipoti che chiamano nonno lui… e il pigro sono io?».

[…] Ha 67 anni e il traguardo dei 70 non è lontano. L’età che passa fa girare le scatole?
«No no, fa proprio girare i coglioni; invecchio con allegria, sparo cazzate, mi rassegno a fare il nonno; siamo immersi nella cultura del non invecchiamento, della giovinezza eterna che crea mostri ridicoli, io invece invecchio come viene. Certo, quando sei circondato da tante persone a cui vuoi bene ti scoccia morire, perché hai voglia di vedere cosa succede. E poi devo seguire il Milan: voglio sempre sapere come va a finire…».

L’inferno come lo immagina?
Esce il diavolo che è in lui. «Essere juventino e non vincere mai la Champions oppure essere interista e dovermi inventare il triplete per fregiarmi di una coppa interessante che di per sé non esiste».

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