Osimhen Galatasaray, la clausola di De Laurentiis fa impazzire i tifosi della Juve: “Non può farlo, chi crede di essere”. Dopo mesi di voci, smentite, fughe di notizie, tweet allusivi e sguardi al cielo in attesa del famigerato “closing”, la telenovela tra Victor Osimhen e il Napoli sembra essere arrivata, finalmente, all’ultima puntata. Secondo quanto riportato dai principali esperti di calciomercato, il Galatasaray avrebbe accettato le condizioni imposte dal club partenopeo: pagamento integrale della clausola rescissoria, in parte subito e in parte dilazionato entro giugno 2026, con la necessaria copertura garantita da fideiussioni bancarie.
Ma il vero colpo di scena, degno di un finale in stile soap turca, è arrivato con le clausole volute da Aurelio De Laurentiis. Due, in particolare, hanno attirato l’attenzione. La prima vieterebbe esplicitamente la rivendita di Osimhen a qualsiasi club italiano per i prossimi due anni. La seconda assicurerebbe al Napoli una percentuale sulla futura cessione dell’attaccante nigeriano (si vocifera di un 20%). In pratica: addio Juve, e se qualcuno vuole Osimhen in futuro, Napoli continuerà a incassare.
Del resto, dall’altra parte della trattativa non c’è Rocco Commisso, il presidente della Fiorentina, che ormai sembra essere diventata una sorta di cantera bianconera, con più talenti spediti a Torino che a Coverciano. No, c’è Aurelio De Laurentiis, che ha voluto blindare il tutto. Ed è lì che è spuntata fuori la clausola di non vendibilità in Italia, come una trappola ben piazzata sotto la sabbia di Istanbul.
La furia social
Apriti cielo. Sui social, manco a dirlo, è esplosa la bufera bianconera. “Ma chi si crede di essere De Laurentiis?” “Noi siamo la Juve, De Laurentiis non deve permettersi” “Non può farlo, viola le leggi” e altre perle del genere. Una serie di lagne digitali, arricchite da teorie giuridiche improvvisate e insulti creativi, che hanno animato la timeline per ore. Peccato che, a differenza di quanto alcuni credono, le clausole contrattuali tra club sono legittime. E soprattutto: il Napoli può decidere a chi vendere e a chi no, senza chiedere il permesso a nessuno.
E la rabbia, diciamolo, ha preso piede anche dopo l’ipotesi del “complotto internazionale”. Pierpaolo Marino, ex direttore tecnico dell’Udinese, ha paventato uno scenario in cui un club italiano, in combutta con uno straniero, avrebbe potuto orchestrare la cessione al Galatasaray solo come passaggio intermedio per riportare Osimhen in Serie A tra un anno, a condizioni economiche più favorevoli. Una lettura che ha alimentato non poche speranze tra i supporter juventini. Una possibilità che De Laurentiis ha evidentemente previsto, tanto da blindare la trattativa con la clausola anti-Italia.
E mentre la Juventus si ritrova a dover rinunciare al sogno estivo – mai veramente concreto – di Osimhen in bianconero, a Napoli il clima è tutt’altro. I più felici dell’addio del nigeriano sono proprio i tifosi azzurri. Per almeno tre motivi: primo, l’incasso della clausola rappresenta un afflusso di denaro fresco fondamentale per rinforzare la rosa e continuare l’ottimo lavoro già svolto finora. Secondo, si chiude una vicenda estenuante, diventata insopportabile per la piazza. Terzo, e non meno importante, la certezza che Osimhen non vestirà la maglia della Juventus almeno per i prossimi due anni. Il Napoli volta pagina, incassa e si prepara al futuro. La Juventus, invece, dovrà cercare altrove il suo attaccante dei sogni.
Carmine Gallucci
direttore@brevenews.com
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