Home » Il miracolo dell’olio di San Charbel a Napoli: cosa è successo lo scorso 24 luglio durante la Celebrazione Eucaristica
Italia News

Il miracolo dell’olio di San Charbel a Napoli: cosa è successo lo scorso 24 luglio durante la Celebrazione Eucaristica

Il miracolo dell’olio di San Charbel a Napoli: cosa è successo lo scorso 24 luglio durante la Celebrazione Eucaristica

Lo scorso 24 Luglio, sotto gli occhi dei fedeli durante la Celebrazione Eucaristica nella chiesa di San Ferdinando, in piazza Trieste e Trento a Napoli, si sarebbe compiuto un prodigio. L’evento, che i fedeli non hanno avuto paura di definire miracolo, è stato raccontato dal parroco della chiesa Mons. Pasquale Silvestri. Al termine della celebrazione al cospetto di circa 500 persone il sacerdote ha proceduto all’unzione con l’olio benedetto del santo precedentemente inviato dalla Curia Maronita di Roma.

Ebbene, quando l’olio era oramai esaurito all’interno della boccetta, mentre il prete stava per rimetterlo in cassaforte, ha notato che la boccetta si era riempita di nuovo. “Non credevo ai miei occhi” dice Mons. Silvestri, “sono tornato sull’altare e ho raccontato l’accaduto. Tutti hanno visto ed hanno applaudito.” Il presunto miracolo è stato come di prassi segnalato alla postulazione del santo, così come previsto dal Diritto Canonico.

Chi è San Charbel

San Charbel era un monaco cristiano libanese proclamato santo da Paolo VI nel 1977. Monaco taumaturgo (cioè che guarisce) dell’ordine maronita, nacque nel 1828 e morì eremita nel 1898. Pochi mesi dopo la sepoltura alcuni testimoni dichiararono che il corpo, ancora morbido e con temperatura vitale, avrebbe trasudato del liquido vischioso dall’aspetto di sangue misto ad acqua.

Nel 1950 alcuni monaci notarono del fluido rossastro che trasudava dal muro della sua sepoltura e così fu riaperta la bara dove i medici constatarono che si trattava del medesimo liquido rinvenuto nel 1899 e nel 1927. Pio XI avviò una causa di beatificazione del monaco e ad una ispezione della salma, nel 1965 risultò incorrotta e, pertanto, venne dichiarato beato. Da quel momento aumentarono i casi di guarigione di malati che, con fede e speranza, si rivolgevano al beato dichiarato santo nel 1977.

L’olio di San Charbel, cos’è

L’olio di San Charbel è un olio benedetto dai monaci libanesi presso la tomba del santo, preparato con olio d’oliva ed una piccola quantità del liquido trasudato dal suo corpo. Dal delicato odore di cedro, i fedeli lo utilizzano per la preghiera, la guarigione spirituale e fisica ed in segno di protezione a volte assumendone una goccia con acqua o cibo.

Si tratta di una reliquia di grande importanza reperibile presso il Monastero di San Marone ad Annaya, in Libano dove riposano le spoglie del santo o presso le chiese e comunità a lui dedicate. La vita del monaco fu caratterizzata da una grande fede, da un profondo spirito di preghiera ed ascetismo e rappresenta, per i libanesi, l’equivalente di San Pio da Pietrelcina per gli italiani.

Che vogliamo credere o no che si tratti di un miracolo, sicuramente il prodigio ha avuto un grande risvolto mediatico e la chiesa di San Ferdinando è stata presa d’assalto da fedeli provenienti da ogni parte del mondo. L’ultimo venerdì del mese si celebra la funzione vespertina in onore del santo e la chiesa ha richiesto una reliquia permanente da esporre per protrarne la devozione.

Marcella Selo

Seguici anche su Facebook. Clicca qui 

Loading...

Marcella Selo

Diplomata al conservatorio in canto lirico, suona il pianoforte dall’età di 5 anni e la musica non ha mai abbandonato la sua vita. Ha fondato due cori polifonici: I Cantores Ecclesiae fondato 30 anni fa e che si è esibito durante tutta la sua carriera in svariati concerti dai programmi classici e gregoriani; 6 anni fa ha fondato un altro ensemble, i Royal Gospel Choir che ha prodotto diversi concerti accompagnato da quartetto jazz live.

Aggiungi Commento

Clicca qui per scrivere un commento

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com