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Fulminacci: “Sanremo? Ho una sensazione. Duetto con Fagnani ma non andrò a Belve per un semplice motivo”

Fulminacci: “Sanremo? Ho una sensazione. Duetto con Fagnani ma non andrò a Belve per un semplice motivo”. Fulminacci su Sanremo, il duetto con Francesca Fagnani, il primo album da single, e non solo. Il cantautore romano, 28 anni, ne parla in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Fulminacci racconta di vivere questa edizione di Sanremo con una pienezza nuova, spiegando che «Ho la sensazione di vivere un Sanremo al 100 per cento: mi sembra che “Stupida sfortuna” sia stata percepita bene, non mi sento in secondo piano o con la sordina». Ricorda subito come nel 2021, con «Santa Marinella», la percezione fosse stata opposta: «Ero l’ultima ruota del carro. E non ha aiutato il fatto che fosse l’edizione del covid, senza pubblico… Qui mi faccio i bagni di folla per capire se la gente ha capito chi sono. Sento una crescita numerica ma mi interessa di più capire cosa rimarrà: voglio fare questo per tutta la vita e non essere un razzo che esplode nel cielo all’improvviso e ricade nell’oceano».

Fulminacci: “Sanremo? Ho una sensazione”

Parlando del brano in gara, sottolinea come «Stupida sfortuna» affondi nei ricordi di un amore concluso, perché «L’ho scritta sul finale di una lunga relazione, in quel momento ibrido che nella memoria un po’ si confonde». Da qui il discorso si allarga al nuovo album, «Calcinacci», il primo composto da single, e alla prospettiva di cantare dal vivo canzoni nate da sentimenti ormai lontani.

Fulminacci osserva che «Credo che la mia preoccupazione debba essere come vivrò quelle ancora più vecchie… Sarà ancora più tosto. Però è sempre così, si canta di sentimenti che non si stanno più vivendo perché da quando scrivi a quando vai in tour passa tempo e non sei più la stessa persona. Bisognerebbe sottovalutarle un po’ di più le canzoni: magari scrivo pensando a una persona specifica, ma alla fine non sono dirette a me e quello che conta è il significato per chi le ascolta».

Fulminacci: “Sanremo? Duetto con Fagnani ma non andrò a Belve per un semplice motivo”

Arrivando alla serata delle cover, racconta la scelta di «Parole parole» di Mina con Francesca Fagnani nel ruolo che fu di Alberto Lupo. Non teme un contraccambio sotto forma di invito a «Belve», anzi chiarisce: «Non credo di avere le carte in regola per essere suo ospite. Mi piace proteggere la mia vita privata: non la ritengo interessante. È qualcosa di bello e importante che ho dentro e preferisco tenerlo da parte senza farlo contaminare».

L’ironia, che spesso emerge nei suoi testi e nelle sue risposte, è un tratto che rivendica come eredità familiare: «Mamma e papà hanno sempre scherzato e alleggerito. È l’arma più importante che mi hanno donato, è una cura per la paura». E tornando indietro nel tempo, ricorda come da bambino stupisse gli altri mettendosi dietro la macchina da presa: «Facevo il regista. Per la Prima comunione ricevetti in regalo una telecamera. Invitavo gli amichetti per rifare i film: come il mio preferito Blues Brothers. Provammo anche Shining ma fu incubo: a 9 anni ero l’unico ad averlo visto… Prendevo così sul serio il ruolo di regista che rosicavo come vedo solo rosicare chi perde a calcetto».

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