Estate a Napoli 2026, all’Arena al Poggio in scena Nero, il film di Giovanni Esposito
Si è conclusa il 10 agosto la rassegna promossa dal Comune di Napoli per “Estate a Napoli 2026” tenutasi presso il Parco al Poggio ai Colli Aminei. Momenti di incontri e cultura condivisa grazie ad una carrellata di opere cinematografiche che hanno animato e riempito di magia le calde serate estive. Fiore all’occhiello la proiezione del film Nero di Giovanni Esposito, autore, interprete e regista.
L’opera, presentata la prima volta a Torino al Film Festival del 2024 e prodotta da Andrea Cannavale, è un lavoro pregevole di Giovanni Esposito che si cimenta per la prima volta nella regia. Lontano dalla immagine tradizionale della comicità, l’attore napoletano firma una pellicola che si muove lungo i confini del dramma esistenziale, della emarginazione e della colpa dando risalto ad una narrazione suggestiva e ricca di emozioni. Affiancato dalla presenza fondamentale di Susy del Giudice, Anbeta Toromani e Giovanni Calcagno, Giovanni Esposito è riuscito a creare un microcosmo umano variegato, fatto di personaggi smarriti ed in cerca di un motivo per ricominciare.
Il film segue le vicende del protagonista, interpretato dallo stesso autore e regista, costretto dalla sua indigenza a commettere, senza troppo successo, piccoli atti criminali per boss locali. Punto focale della storia è il legame con la sorella Imma, affetta da grave deficit cognitivo ed interpretata egregiamente dall’attrice Susy Del Giudice. Un rapporto complicato tra i due, che alterna la difficoltà di comunicazione e gestione della quotidianità a momenti di grande tenerezza tra i due fratelli legati da un profondo affetto.
La trama
Durante una rapina Nero crede di aver ucciso un uomo scoprendo, con sua enorme sorpresa, che è sopravvissuto al colpo di arma da fuoco da lui erroneamente esploso. Ed è qui che la storia prende una svolta. Comprende di possedere un dono unico al mondo: quello della guarigione dei moribondi. Ma ogni miracolo ha un suo caro prezzo: ad ogni guarigione perde un senso. Un potere che non rende il protagonista un supereroe ma una persona vulnerabile poiché ogni volta che aiuta qualcuno perde un pezzo di sé stesso.
Al di là della storia, ciò che colpisce è la ambiguità del personaggio: Nero è un uomo sconfitto, solo, che non esita a compiere atti criminali ma che nel contempo è fragile e generoso e sarà proprio tale fragilità a condurlo a perdere tutti i sensi fino alla totale cecità per salvare la sorella.
Gli attori al termine della proiezione si sono lungamente trattenuti con gli spettatori per rispondere alle domande poste. Un momento di dibattito in cui sono stati affrontati diversi argomenti: dalla difficile preparazione tecnica che Susy Del Giudice ha dovuto affrontare per interpretare un ruolo così impegnativo evitando di sfociare nella banalità e nella commiserazione, alla motivazione che ha portato l’autore ad abbandonare la comicità per affrontare temi tanto delicati. Lui salva lei, perdendo tutto. Lei salva lui, perdendo tutto.
Ed è proprio questa la chiave della storia: a cosa siamo disposti a rinunciare per salvare chi si ama? Un film sorprendente, che lascia interrogativi importati nello spettatore e che racconta la storia di una redenzione ottenuta ad un prezzo altissimo.
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento