Pistola ad aria compressa in un campeggio, polizia la scambia per vera e gli spara: 45enne morto sul colpo. Un uomo di 45 anni che stava maneggiando una pistola ad aria compressa in un campeggio, è stato ucciso da un agente di polizia per errore. Gli agenti sono stati chiamati sul posto lunedì 14 settembre, alle 20:22, dopo una telefonata al 911 nella quale si sentiva in sottofondo quello che sembrava essere «un possibile episodio di violenza domestica in corso», secondo quanto riportato in un comunicato stampa.
Quando sono arrivati nel campeggio, gli agenti hanno trovato un uomo che aveva riportato una ferita apparentemente alla testa durante una colluttazione. Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, l’uomo ha dichiarato di essere stato aggredito e ha indicato agli agenti un camper, dove si trovava il quarantacinquenne.
Gli agenti hanno quindi cercato di entrare nel camper e hanno annunciato la loro presenza. A quel punto, secondo quanto riferito dalla polizia, il quarantacinquenne è uscito dal mezzo e si è diretto verso uno degli agenti, estendendo il braccio destro e puntandogli contro una pistola nera.
L’agente ha quindi aperto il fuoco, esplodendo diversi colpi che hanno raggiunto mortalmente l’uomo. Subito dopo la sparatoria sono stati effettuati tentativi di rianimazione cardiopolmonare e utilizzato un defibrillatore automatico esterno. Poco dopo è arrivato sul posto il personale medico di emergenza, che ha proseguito le manovre di rianimazione. Nonostante gli interventi, l’uomo è stato dichiarato morto sul posto.
Indagini in corso
Al momento non sono stati resi noti i nomi degli agenti della polizia statale coinvolti nella sparatoria. Non sono stati inoltre forniti ulteriori dettagli sulla natura della colluttazione avvenuta prima dell’arrivo delle forze dell’ordine né sulle circostanze che hanno portato alla richiesta di intervento.
Una prima indagine ha stabilito che l’uomo non aveva con sé una vera arma da fuoco. Quella che l’agente aveva ritenuto essere una pistola era invece una pistola a pallini di colore nero, apparentemente simile a un’arma reale.
L’accaduto resta comunque al centro di un’indagine. Gli accertamenti sono condotti dall’ufficio del procuratore generale dello Stato e dal dipartimento investigativo criminale della polizia statale. Gli investigatori dovranno ricostruire con precisione la sequenza degli eventi, chiarendo cosa sia accaduto all’interno del camper, cosa abbia portato l’uomo a uscire e in quali circostanze l’agente abbia aperto il fuoco.
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