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Cronaca

Torino, conti dei condomìni svuotati per pagarsi la barca: amministratore di condominio nei guai. Ammanco milionario con un trucco

Torino, conti dei condomìni svuotati per pagarsi la barca: amministratore di condominio nei guai. Ammanco milionario con un trucco. Un amministratore di condomìni usava i conti dei condomìni che amministrava per acquistare auto, moto e persino una lussuosa barca (ora sequestrata). È quanto emerso da un’inchiesta della Procura di Torino che nei mesi scorsi ha iscritto sul registro degli indagati il nome di un 46enne torinese con le accuse di appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio.

Secondo i primi calcoli della guardia di finanza, il professionista si sarebbe impossessato di circa un milione di euro tra il 2022 e il 2025, anche se la cifra potrebbe lievitari con gli sviluppi dell’inchiesta. L’indagine è partita dopo che alcuni proprietari hanno cambiato amministratore, trovando i conti condominiali vuoti e ingenti debiti per bollette non pagate.

Successivamente altri amministratori hanno presentato segnalazioni, portando a sedici il numero degli stabili coinvolti. Gli accertamenti avrebbero evidenziato il trasferimento del denaro dai conti condominiali verso due società riconducibili all’amministratore e intestate all’ex fidanzata e alla cognata. I pagamenti sarebbero stati giustificati con fatture relative a lavori mai eseguiti.

Gli episodi

Tra gli episodi contestati figura un intervento da 40 mila euro per ottenere il certificato di prevenzione antincendio in uno stabile di Grugliasco: le opere non sarebbero mai state realizzate e non risultava aperta alcuna procedura. A riportare la notizia è ‘Il Corriere della Sera’ secondo cui dalle società il denaro sarebbe poi confluito su due conti correnti riconducibili all’amministratore. Le analisi contabili avrebbero inoltre individuato circa tre milioni di euro in fatture per consulenze considerate fantasma.

Secondo la Procura, i capitali sarebbero stati utilizzati per acquistare auto, moto e un’imbarcazione costosa. A luglio era stato chiesto il sequestro preventivo di circa 900 mila euro e gli arresti domiciliari, ma il gip ha respinto le richieste relative a riciclaggio e autoriciclaggio, confermando invece i gravi indizi per appropriazione indebita. Ad agosto è stato disposto il sequestro della barca, del valore di circa 190 mila euro.

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