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Marina La Rosa: “Ritorno al Grande Fratello? Ho accettato per un motivo. Niente relazioni, incontro solo casi umani. E su Pietro Taricone…”

Marina La Rosa: “Ritorno al Grande Fratello? Ho accettato per un motivo. Niente relazioni, incontro solo casi umani. E su Pietro Taricone…”. Marina La Rosa sul ritorno al Grande Fratello, il rapporto con Pietro Taricone, e non solo. L’ex gattamorta della prima edizione del realty, 49 anni, ne parla in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Marina La Rosa torna al Grande Fratello dopo 26 anni, spinta da quella che definisce un’attrazione irresistibile. Racconta che «Me l’hanno chiesto tante volte. Anche quest’anno alla prima telefonata ho risposto di no», salvo poi cambiare idea quando, ammette, «Diciamo che mi hanno convinta, anche per l’aspetto economico. Torno sul luogo del delitto perché nella vita mi sono interessate più le esperienze che le definizioni. E poi è un gioco. Mi pagano per giocare e divertirmi. Poteva andarmi peggio».

Parlando di sé, si definisce senza esitazioni: «Provocatrice, sincera, empatica e libera. Qualcuno pensa che sia stronza, ma non è colpa mia». È consapevole che verrà giudicata ancora, ma liquida la questione con una certa distanza emotiva: «Diranno che ho fatto una figuraccia? Tanto mi criticano comunque, a prescindere che io faccia di nuovo il Grande Fratello. I giudizi ormai non mi toccano più».

Sa che nel cast ci sono personalità forti e non si fa illusioni: con Selvaggia Lucarelli, opinionista del programma, lo scontro è quasi inevitabile. «Lo do per scontato, è nel pacchetto all inclusive», dice.

Marina La Rosa: “Ritorno al Grande Fratello? Ho accettato per un motivo”

Ripercorrendo il 2000, ricorda che il Grande Fratello era una novità assoluta e che non si aspettava di essere scelta: «Non credevo che mi avrebbero presa: arrivarono 16.000 persone ai provini». Lei affrontò il suo con un atteggiamento particolare: «Mi presentai con aria di sufficienza, perché ero convinta che sarebbe stato un appuntamento perso. Gli autori mi facevano domande ma rispondevo prendendoli in giro. Quella mia “strafottenza” probabilmente li ha colpiti».

Il fenomeno esplose oltre la tv: «L’Italia si è fermata a guardarci. Io sono stata amata, odiata, giudicata, insultata, desiderata. Ero divisiva, anche se si usavano parole meno eleganti». Un marchio indelebile, che lei stessa definisce così: «È un tatuaggio che non mi toglierò più. Mi vedete solo come quella del Grande Fratello? Tiè, ora ci ritorno».

Di quel periodo ricorda soprattutto la pressione: «Avevo due guardie del corpo perché era diventato pesantissimo uscire per strada, non tanto per l’affetto della gente che ho sempre apprezzato, ma per gli insulti. Ero la puttana, la spacca famiglie, la poco di buono».

Al centro delle dinamiche c’era Pietro Taricone. Marina sintetizza così: «La gattamorta, io. E la casalinga di Voghera, lei, Cristina Plevani. Era totalmente innamorata di Pietro, mentre lui veniva da me a cercare di convincermi a fare qualcosa, di sessuale ovviamente. Anche se a Pietro non fregava niente di lei e lui non era il mio tipo, io venivo comunque percepita come l’elemento di disturbo nella loro storia d’amore. Tifavano per lei, la donna sottomessa all’uomo».

Marina La Rosa: “Pietro Taricone un grande amico”

Nonostante l’assenza di attrazione fisica, tra lei e Taricone nacque un legame profondo: «Siamo diventati molto amici. Tra di noi è nato un rapporto meraviglioso, soprattutto fuori dalla casa, perché eravamo i personaggi più forti ed emblematici di quell’edizione. Eravamo due ragazzini che si sono trovati catapultati in un mondo assurdo e quindi ci spalleggiavamo a vicenda. Lui sembrava tutto muscoli, ma era molto profondo».

Se deve indicare chi detestava nella casa, non ha dubbi: «Roberta Beta. Ma la detestavano tutti. Era la milanese che sapeva tutto lei, aveva una presunzione per noi inaccettabile. Se dovessi fare delle nomination oggi, nominerei ancora lei».

Sul successo improvviso e il denaro, ammette di avere ricordi confusi: «Non lo so. Non mi ricordo niente, ho una sorta di nebbia cognitiva su tutto quel periodo. Ricordo quando tornai con una mia amica da due serate in discoteca: buttai 100 milioni sul letto. Saremo state in silenzio per 15 minuti. Zitte. Attonite. Sentivo che c’era qualcosa di strano, non mi sentivo a mio agio. Facevo due foto idiote, firmavo autografi e mi davano un sacco di soldi. Non capivo perché la gente si era così immedesimata in me. Ero diventata un’icona».

Marina La Rosa: “Niente relazioni, incontro solo casi umani”

La spiegazione che si dava era lucida: «Razionalmente lo capivo: la ragazzina che viene dalla Sicilia te la immagini con i baffi. Invece io stavo sempre in costume, mezza nuda, libera, abbracciavo tutti. O mi innalzavano a icona o mi massacravano».

Sul fronte sentimentale racconta un percorso complicato: «Mi sono separata e in questi sei anni ho provato a frequentare qualcuno. Non voglio generalizzare, ma…». E alla domanda se incontri solo casi umani, conferma: «Ecco. Non lo volevo dire, ma sembra proprio di sì. Vedo tanta inconsistenza. Oggi sto talmente bene da sola che per avere una relazione la persona che entra nella mia vita mi deve dare tanto, deve essere una cosa in più. Se mi deve togliere energie, no, sto bene così». Alla fine, sintetizza il suo stato civile con ironia: «Come direbbe Amanda Lear, ho chiuso la boutique».

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