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Dormire con il cane non peggiora il sonno: il dato che smaschera la vecchia convinzione

Dormire con il cane non peggiora il sonno: il dato che smaschera la vecchia convinzione. Uno studio dell’Università di Toronto Mississauga, pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One, ha esaminato gli effetti della condivisione del letto con i cani sul riposo umano. I risultati indicano che dormire con il cane non riduce in modo significativo né la durata né l’efficienza del sonno nelle persone analizzate nel sud dell’Ontario, in Canada.

La ricerca ha seguito per quattro settimane 25 persone e 38 cani, utilizzando sensori di movimento e questionari. I partecipanti indossavano al polso un accelerometro, mentre i cani portavano un dispositivo analogo al collare. La tecnica, chiamata actigrafia, consente di stimare i periodi di riposo e attività al di fuori del laboratorio.

L’antropologa Lavania Nagendran e il dottorando in antropologia evoluzionistica Ming Fei Li hanno raccolto dati relativi a 777 notti per valutare il sonno umano e a 1.093 notti per analizzare l’attività dei cani. Le misurazioni non hanno mostrato cambiamenti significativi nella durata o nell’efficienza del sonno quando l’animale condivideva il letto. Neppure la posizione del cane, dentro o fuori dal letto, ha modificato gli indicatori oggettivi di riposo.

Nagendran ha osservato che, pur avendo l’impressione che il proprio cane interrompa il sonno, è interessante scoprire che le misurazioni potrebbero non confermare questa percezione. I partecipanti hanno compilato il Pittsburgh Sleep Quality Index, questionario che rileva la valutazione soggettiva della qualità del sonno nell’ultimo mese. Chi viveva con più di un cane ha riferito una qualità del riposo peggiore, nonostante i dati dei sensori non indicassero un peggioramento oggettivo associato alla condivisione del letto. La metà dei partecipanti ha dichiarato che i propri cani disturbavano il sonno.

I dati

Circa il 72% degli intervistati ha affermato di sentirsi più sicuro dormendo con il proprio animale. Li ha collegato questa sensazione alla convivenza tra le due specie e al rafforzamento del legame con i cani. I ricercatori hanno esaminato i dati di 36 coppie formate da una persona e dal suo cane. Nel 61% dei casi, le attività notturne dei due mostravano una correlazione entro cinque minuti. Tra queste coppie, nel 45% dei casi si muoveva prima la persona; nel 18% era il cane ad attivarsi per primo. Nel restante 36%, entrambi si muovevano nello stesso minuto, rendendo impossibile stabilire chi avesse iniziato.

Il risultato contrasta con uno studio del 2020 pubblicato sulla rivista Animals, secondo cui i movimenti dei cani tendevano a precedere e influenzare quelli umani più spesso del contrario. Nagendran ha descritto la relazione come uno scambio di spazi e abitudini, nel quale persone e animali costruiscono routine reciproche. La sincronia osservata, tuttavia, non permette di determinare definitivamente chi interrompa il riposo dell’altro.

Gli autori segnalano limiti: i dati furono raccolti durante i lockdown della pandemia, quando le routine lavorative potevano essere diverse; il campione comprendeva più donne che uomini, non prevedeva un gruppo di confronto senza cani ed era limitato a due razze. Per le ricerche future suggeriscono campioni più ampi, razze differenti, registrazioni video e monitoraggio del rumore, oltre al confronto tra abitazioni con cani e case senza animali domestici.

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