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Cronaca

Ruba dai conti di un’amica che scopre tutto: le avvelena il tè al bar durante l’incontro per chiarire l’ammanco

Ruba dai conti di un’amica che scopre tutto: le avvelena il tè al bar durante l’incontro per chiarire l’ammanco. Una donna di 52 anni ruba dai conti di un’amica che scopre tutto e poi le avvelena il tè al bar durante l’incontro per chiarire l’ammanco. La donna è stata arrestata e incriminata per lesioni aggravate di terzo grado al termine di un’indagine durata diverse settimane, condotta dalle autorità del New Jersey.

L’inchiesta è iniziata l’11 settembre, quando la polizia è intervenuta dopo la segnalazione di una persona ricoverata in ospedale per un’emergenza medica che potrebbe essere stata causata da un avvelenamento. Le forze dell’ordine hanno coinvolto la procura della contea di Bergen e le unità specializzate nei crimini maggiori, nelle rapine e negli omicidi.

La vittima ha riferito agli investigatori di sospettare che una conoscente avesse aggiunto una sostanza alla sua bevanda durante un incontro avvenuto pochi giorni prima. Le due donne si erano incontrate l’8 settembre in un ristorante di Fort Lee per discutere di operazioni bancarie non autorizzate individuate nei conti della vittima, ai quali entrambe avevano accesso.

Secondo la ricostruzione investigativa, la sospettata era già al ristorante al momento dell’arrivo dell’amica e aveva preparato per lei una tazza di tè. La donna ne ha bevuto una parte, ma ha smesso dopo aver avvertito un sapore insolito.

L’arresto

Poco dopo, mentre lasciava il locale, è crollata a terra. Si è risvegliata in ospedale senza ricordare come fosse arrivata lì. Le indagini hanno successivamente accertato che nel tè era stata aggiunta una benzodiazepina, una sostanza appartenente alla categoria dei farmaci controllati.

Questi medicinali vengono comunemente prescritti per trattare ansia, insonnia e convulsioni. Agiscono rallentando l’attività cerebrale e del sistema nervoso centrale e possono provocare sonnolenza, vertigini, confusione e difficoltà di coordinazione. In caso di sovradosaggio, possono causare grave sedazione, perdita di coscienza e un pericoloso rallentamento della respirazione.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la vittima è rimasta ricoverata per diversi giorni. Le accuse sono state formalizzate il 14 ottobre. Il giorno successivo, gli investigatori hanno rintracciato la sospettata fuori dalla sua abitazione a Hackensack e l’hanno arrestata. La donna è stata trasferita nel carcere della contea di Bergen, dove risulta detenuta senza possibilità di cauzione.

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