Bimbo di un anno e mezzo dichiarato morto, la mamma lo sente respirare in obitorio: era vivo. Un bimbo di un anno e mezzo che era stato dichiarato morto per errore, è stato salvato dalla mamma che lo ha sentito respirare in obitorio. Il piccolo, trasferito nella struttura dopo essere annegato ed essere stato dichiarato morto per errore, era in realtà vivo.
La vicenda, ricostruita dai media locali, ha scosso l’opinione pubblica per la concatenazione di errori medici e valutazioni investigative che hanno accompagnato il caso. La madre, Alexus Fiordilino, ha raccontato come la suocera, avvicinandosi al corpo del bambino, abbia percepito un lieve movimento, interpretato subito come un possibile segnale vitale. Nonostante il personale avesse inizialmente liquidato quel respiro come un fenomeno “normale”, la famiglia ha insistito, portando alla scoperta che il piccolo non era deceduto.
Secondo le ricostruzioni, la polizia aveva raccomandato l’incriminazione dei genitori per presunti maltrattamenti, sostenendo che il bambino fosse caduto in piscina durante una festa del Super Bowl mentre gli adulti erano distratti. Il Mercy Gilbert Medical Center aveva poi dichiarato il decesso del piccolo, trasferito in obitorio, dove ore dopo è stato ritrovato vivo da un’équipe di medici legali. L’ufficio del procuratore della contea di Maricopa ha successivamente stabilito che non vi fossero elementi sufficienti per procedere contro i genitori.
Denuncia in arrivo
L’avvocato della famiglia, John Brewer, ha annunciato l’intenzione di presentare denuncia contro il medico che aveva certificato la morte e contro l’ospedale, sostenendo che gli esami citati per giustificare l’interruzione delle manovre di rianimazione non fossero stati completati. La madre ha riferito che il medico avrebbe motivato la decisione parlando di livelli di pH incompatibili con una vita dignitosa.
Come riporta il sito Law&Crime, il bambino è rimasto in obitorio per oltre cinque ore prima che venisse accertato che respirava ancora. Trasportato d’urgenza al Phoenix Children’s Hospital, ha mostrato iniziali cedimenti degli organi, poi rientrati secondo gli aggiornamenti diffusi dalla raccolta fondi avviata per sostenere la famiglia.
I successivi esami non hanno evidenziato danni cerebrali significativi, anche se il piccolo necessita ancora di fisioterapia e monitoraggio costante. L’ospedale ha definito la vicenda “straziate”, ribadendo la priorità della sicurezza dei pazienti.
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