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Spettacolo

Vecchioni: “I limiti si superano con un ingrediente. Chi non ce l’ha, è fregato. Scuola? Bello vedere impeto studenti”

Roberto Vecchioni sui limiti e non solo: l’intervista a leggo.it

Vecchioni: “I limiti si superano con un ingrediente. Chi non ce l’ha, è fregato. Scuola? Bello vedere impeto studenti”. Il cantautore, in uscita con il suo ultimo libro ‘Lezioni di volo’, parla a tutto tondo in una intervista rilasciata a leggo.it. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Professore, cosa è il volo? E cosa l’atterraggio? 
«Il volo è il sogno e l’atterraggio è la realtà. Non si può vivere solo dell’uno o dell’altro. Si deve sapere volare e si deve sapere atterrare. Sono due possibilità umane». 

In questo momento è difficile sognare? 
«Non lo è mai. Non dipende dai fatti contingenti. Dipende dal nostro modo di essere, di porsi dei limiti e di superarli». 

Come si superano? 
«Con la cultura. Chi non ce l’ha, è fregato». 

E oggi, politica, opinione pubblica, istruzione, hanno spesso messo in mezzo la cultura: è vero che tutto questo periodo andrà a scapito dei ragazzi?
«Assolutamente no. È bello sentire che i ragazzi abbiano l’impeto di far sapere che la scuola è importante, che vogliono tornare sui banchi, ma cosa è un anno in una vita? Ma non si devono preoccupare. C’è tempo per riprendersi sempre, non si spaventino mai. Saranno meglio di prima. Il fatto è che i giovani sono scalpitanti, per loro esiste il presente».

Vecchioni: “I limiti si superano con la cultura”

Le mancano i liceali?
«Tantissimo. Insegno da sedici anni all’università. Ma non è la stessa cosa. Al liceo è una battaglia, sono gli anni in cui ragazzi diventano pittori di loro stessi, ognuno nel proprio stile». 

Che pensa della Didattica a distanza?
«Che siamo in una situazione di emergenza. È una brutta cosa, ma che si deve fare. Necessariamente». 

[…] Quando si è dato un 5?
«Ah, bella questa. Di 5 me ne sono dati parecchi: da vero pignolo, quando non riesco a fare qualcosa bene come avrei voluto. A scuola o ai concerti, se il pubblico non mi viene dietro, è colpa mia non del pubblico». 

E un 10? 
«Per sapermi emozionare su una canzone che ho cantato milioni di volte. Ma i 10 sono rari, massimo 8+». 

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