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Salvini, accuse e processi da 22 anni, ma a Napoli la condanna più pesante

Matteo Salvini, accuse e processi da 22 anni, ma a Napoli la condanna più pesante

Salvini, accuse e processi da 22 anni, ma a Napoli la condanna più pesante. In un articolo dal titolo “Salvini professione imputato”, ‘Il Corriere della Sera’ raccoglie tutte le vicende giudiziarie del leader leghista in un articolo a firma Marco Cremonesi.

Imputazioni, e in alcuni casi anche condanne, che partono dal 1999. In quella occasione Salvini lanciò uova addosso all’allora Premier Massimo D’Alema, rimediando una condanna a 30 giorni, con la condizionale, per oltraggio a pubblico ufficiale.

Poi un’escalation di accuse che vanno da una doppia denuncia per vilipendio contro le istituzioni del 2016 (una contro Boldrini e una contro la magistratura), fino a quelle dei giorni nostri per le note vicende relative ai blocchi delle navi Ong nei porti siciliani.

Ma c’è una vicenda che, secondo CorSera, segna il destino del partito padano e che vede ancora Salvini come protagonista: gli insulti ai napoletani durante il convegno leghista a Pontida nel 2009.

Salvini, accuse e processi ma da Napoli la condanna definitiva per la Lega

Un episodio che in Salvini “probabilmente causa i maggiori rimpianti, quello che ha reso molto più difficile il suo cammino verso il partito nazionale e non più nordista. Al raduno di Pontida del 2009, pochi giorni dopo l’elezione ad europarlamentare, il segretario della Lega lombarda fu ripreso a intonare un vecchio canto ultrà contro i napoletani.

Più tardi Salvini si scuserà in tutte le maniere e con convinzione genuina. Ma fu iscritto nel registro degli indagati per diffamazione e violazione della legge Mancino. Il procedimento gli fruttò un decreto penale e l’esborso di 5.700 euro. Ma probabilmente è il meno: il fatto è che la Campania, e Napoli in particolare, restano tra le aree meno permeabili dalla predicazione salviniana”, si legge.

A questo aggiungiamo l’episodio allo stesso modo deprecabile, del 2008 prima di Milan-Napoli. In quella  occasione il leader leghista accolse i napoletani a San Siro con i sacchetti della spazzatura. Senza considerare i vari insulti ed epiteti più o meno razzisti che i suoi colleghi di partito (tipo Albertini qualche giorno fa) hanno perpetrato in questi anni. E non solo nei confronti dei napoletani, ma di tutti i meridionali (vedi Zaia e i cialtroni meridionali).

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