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Nuove intercettazioni Juve: “Usiamo metodo suadente e mafioso”. Atalanta, Genoa e Sassuolo nelle conversazioni

Nuove intercettazioni Juve: “Usiamo metodo suadente e mafioso”. Atalanta, Genoa e Sassuolo nelle conversazioni. L’edizione odierna de ‘Il Corriere della Sera’ pubblica una nuova tranche di intercettazioni telefoniche tra i dirigenti della Juventus riportate nelle 544 pagine della richiesta di misure cautelari fatta dai pm. Nelle conversazioni so discute anche della definizione di alcune trattative.

Agli atti c’è anche una chiamata tra Andrea Agnelli e Luca Percassi, ad dell’Atalanta (non indagato): «Su un numero di elementi che abbiamo, io in questo momento devo stare fermo perché abbiamo Consob, Guardia di Finanza e qualsiasi cosa che ci stan guardando (…) su gli ultimi due anni. Allora io vorrei chiudere questa roba qua e poi tornare a mettere a posto, consapevole di quello che abbiamo, le varie situazioni», dice il presidente bianconero.

Una discussione compromettente tra Stefano Bertola e Stefano Cerrato, è stata intercettata, perché al termine di una telefonata, la chiamata rimane attiva e gli investigatori captano prima dei rumori, poi le voci dei due capi dell’area finanza con il responsabile dell’ufficio legale, Cesare Gabasio. Come riporta CorSera, tutti e tre parlano dell’assenza di documentazione riguardante le cessioni oggetto della richiesta avanzata dalla Consob e, a proposito, Gabasio introduce il discorso su Pjanic.

«Han fatto uno scambio e te la dico tutta? È meglio che non ci fosse quel carteggio». Bertola concorda: «No, quel carteggio lì meglio di no». Prosegue Gabasio: «Anche con l’altro, Genoa ovviamente, no? Son quelli che loro stanno cercando, no?». Dopodiché, Cerrato parla di CR7: «E ancora grazie che Ronaldo non ha fatto dei pizzini pericolosi». Esclamazione di Bertola: «Moggi, Moggi! Però hai fatto magia». Chiude Gabasio: «Però all’epoca Giraudo non faceva ste cose qui».

Nuove intercettazioni Juve: altri club nelle conversazioni

L’incubo per i dirigenti bianconeri è il ritorno degli ispettori della Consob nella sede della Juve. Il 14 settembre del 2021, Cerrato spiega: «Se questi se ne andassero sarei un po’ più sereno anche sul processo di aumento di capitale no? Perché poi vanno a ravanare nelle mail di tutti eh. Cioè, se, se, se beccassero…». Poco dopo, ribadisce: «Volevo un po’, domani andare in un modo un po’ suadente e mafioso, provare a sentire un pochettino come butta (…) perché comunque nell’operazione aumento di capitale, essere nelle more di una loro qualche forma di, di verifica e cosi via, non è bello eh».

Infine, ci sono le ‘partnership’ con società terze, con conseguente, secondi le accuse, «opacità dei rapporti debito/credito», oltre al rischio di «porre in pericolo la lealtà della competizione sportiva». Nell’atto si citano Sampdoria, Atalanta, Sassuolo, Empoli e Udinese, oltre a squadre delle serie inferiori e straniere. In una una telefonata tra Fabio Paratici, l’allora capo dell’area tecnica della Juve, e il dg del Pisa, Giovanni Corrado (non indagato), parlando di Lucca, giovane punta. Qui Paratici fa dichiarazioni pesanti.

«L’ho sempre fatto, l’ho fatto con Caldara (…) l’operazione devi farmela fare a me! Dammi retta, l’operazione la faccio io anche per il Pisa! Tu devi darmi solo le linee, il resto lo metto a posto io. L’ho fatto per il Genoa tutta la vita, l’ho fatto per l’Atalanta tutta la vita, l’ho fatto per il Sassuolo tutta la vita (…) Quando io ho i parametri dopo sistemo tutto (…)». Ci sono pure cose inconfessabili, come l’affare Romero, tra Atalanta e Tottenham, dove si era trasferito Paratici, al quale Percassi dice: «Quella lettera lì non potrò mai tirarla fuori, perché dovessimo andare in giudizio, viene fuori che ho fatto il bilancio falso».

Ovviamente, va sottolineato che finora l’unico club indagato dalla Procura del capoluogo piemontese, è la Juventus. Così come i dirigenti bianconeri risultano gli unici indagati, ma c’è la possibilità che la stessa Procura invii gli atti alle Procure di altre città.

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