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Ficarra e Picone: “Incastrati? Noi uniti da due numeri. Per Natale facciamo un augurio agli italiani”

Ficarra e Picone: “Incastrati? Noi uniti da due numeri. Per Natale facciamo un augurio agli italiani”. Ficarra e Picone su Incastrati e non solo. In una Inter a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’, il duo comico siciliano parla della nuova Serie che andrà in onda su Canale 5 in due puntate oggi e domani, giovedì 8 dicembre. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Il 7 e l’8 sono numeri che avete già incontrato durante la vostra carriera.
Picone: «“Il 7 e l’8” è uno dei film che più ci rappresenta e anche lì, 15 anni fa, eravamo “incastrati” dentro una storia paradossale. C’era uno scambio di genitori fra me e Ficarra. Anzi direi: è da una vita che io e Ficarra siamo “incastrati”!».
Ficarra: «Evidentemente è un destino segnato. Tra l’altro, tanti anni fa i nostri vecchi numeri di telefono finivano il mio con il 7 e il suo con l’8. E poi ci sono le date di nascita: sua mamma è nata il 7, la mia l’8. Ce ne sono di incastri!».

Ora vi hanno “incastrato” su Canale 5 fra le feste di sant’Ambrogio (patrono di Milano, il 7) e dell’Immacolata (l’8).
Ficarra: «Bene, se ci sono loro che ci proteggono…».
Picone: «Mi sembrano due belle date per far vedere questa serie che nasce per Netflix in sei episodi e ora Canale 5 ne fa quasi un film vero e proprio, suddiviso in due puntate».

Dopo tanta televisione, teatro e cinema, questa è la vostra prima serie tv.
Ficarra: «Ci piaceva l’idea di misurarci con una nuova forma espressiva. Siamo curiosi, ci piacciono le “stranezze”, citando il titolo del film di Roberto Andò (“La stranezza”, dove recitano entrambi, ndr): amiamo presentarci in una veste nuova, andare a sconvolgere le abitudini».
Picone: «Se si vedono i nostri film non c’è uno che sia uguale all’altro, abbiamo cambiato ambientazione, argomenti, epoche. Abbiamo deciso di affrontare la serie tv perché è molto stimolante, ha un linguaggio diverso da quello del film».

Ficarra e Picone: “Incastrati? Noi uniti da due numeri”

Senza “svelare” troppo, è la storia di Salvo e Valentino, due ingenui amici…
Ficarra: «Sono tecnici specializzati in televisori che fanno riparazioni a domicilio. Un giorno si ritrovano nella casa di un uomo che è stato appena ucciso da un misterioso killer e fanno la scelta sbagliata: invece di chiamare la polizia decidono di pulire tutto e scappare».
Picone: «Erano entrati per aggiustare il televisore e da quel momento iniziano le loro disavventure. Si trovano “incastrati” dentro una storia più grande di loro».

Rivedendovi in tv cos’è che vi ha fatto più ridere di questa storia?
Ficarra: «Il mix tra atmosfere “crime” e commedia. Abbiamo cercato di non fare un giallo troppo spaventoso e allo stesso tempo di inserire la comicità all’interno del racconto di un delitto. Tanti personaggi sono divertenti come i frati o i “Testimoni di Dio” (un movimento religioso, ndr). Amiamo molto il personaggio di Tony Sperandeo: lo avevamo ideato anni fa, ma non trovavamo mai la collocazione giusta».
Picone: «È un mafioso che quando dice le bugie balbetta. È il capolinea della satira che si può fare nei confronti di un mafioso. Lui è il capo degli improbabili: è l’unico che si veste da mafioso, tipo il Padrino, e quello che ci crede di più. Ma è pure il meno credibile».

[…] La serie è stata realizzata da Netflix: in quanti Paesi è stata vista?
Ficarra: «La prima stagione in circa 180 Paesi. La cosa divertente è stata vedere i ragazzi di tutto il mondo, dall’Africa all’India e all’America, fare dei video in cui guardavano la serie e mostravano le loro reazioni mentre ridevano alle nostre battute».
Picone: «È stato divertente vedersi doppiato in tante lingue. Nella versione inglese hanno scelto per me una voce un po’ troppo nasale, diversissima. Invece, pensi che la scorsa estate, mentre stavamo girando “Incastrati 2”, ci ha fermati una famiglia americana per fare una foto con noi».

Quindi avete già girato la seconda stagione: si può “rivelare” che cosa succede?
Picone: «Non possiamo dire nulla!».
Ficarra: «La seconda stagione chiude la serie, che è stata pensata per non proseguire oltre. Il finale svelerà quello che era il progetto iniziale».

Fra poche settimane è Natale, che augurio fate agli italiani?
Ficarra: «È difficile. L’augurio è di non perdersi e di portare lo spirito natalizio e il significato del Natale anche nel resto dell’anno».
Picone: «Mi viene in mente un termine che può essere banale, ma c’è soltanto quello: serenità».

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