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Copertina L'angolo di Rita

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Il nostro contributo con le poesie di Rita Nappi

Il 25 Novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Fu istituita dall’Onu nel 1999 in ricordo delle tre sorelle Mirabal deportate, abusate e uccise il 25 Novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana.

A distanza di 63 anni, nonostante le numerose lotte contro la violenza sulle donne e i vari movimenti femministi, assistiamo ancora a centinaia di femminicidi. Bisognerebbe inasprire le pene, finanziare e supportare i centri antiviolenza ed infine promuovere e istituire corsi di educazione sentimentale e sessuale, partendo dalle scuole per l’infanzia e proseguendo, perché no, anche nei luoghi di lavoro.

Oggi per commemorare le vittime di femminicidio e opporci alla violenza contro le donne, proponiamo le seguenti poesie di Rita Nappi, autrice del libro di poesie “Agri Fogli” e promotrice culturale di Napoli.

Donne

No, io non sono la costola di Adamo
Né copro il mio capo per sottomissione
Il velo non mi appartiene:
Io non sono cosa, ma chi.

Io ho mangiato la mela
E son diventata puttana
Dell’umanità intera
Mente il mondo mi puniva
Le mie preghiere ardevano
Insieme alla carne e ai capelli rossi

Io ho pietrificato soldati abusanti
E la mia testa divenne trofeo
Alcune come me si son ribellate agli ordini
Ed hanno trovato un tribunale penitente

No, io non sono schiava,
Geisha o moglie,
Il mio sesso non è gentile,
Io presto, se voglio, il mio corpo,
Con le mie parole discrete.

Io ho partorito il Messia
Il bene supremo adorato;
Ho dato luce alla terra
E aria al creato
Il mio seno sfama l’universo.

Io sono donna
Anche quando perdonando
Chiudo gli occhi per l’ultima volta

Io sono donna
Come colei che ti ha generato
Come colei che ti ha amato
Come colei che ti ha salvato,
Da te stesso e dal tuo Dio.

La foglia morta

Parlavamo di Giulia
in piedi
Con lo sguardo basso
E un suono proveniva dalla strada
Si cantava in cerca di attenzioni:
Un mendicante afono
I passanti ciechi e sordi
Ignavi
Scorrevano su via Scarlatti
Mentre noi osserviamo i sampietrini :
Giulia è morta
Come la foglia d’autunno
Trovata per caso
Perfetta
Leggera
Delicata
E come lei,
Quante sono cadute
In tutte le stagioni

Preghiera ai violati

Che questo reato sia di monito
a tutti le genti indifferenti.
A chi fa spallucce,
a chi gira le spalle,
a chi tace e acconsente.
Ché la libertà sia un marchio sul cuore
e non un alibi,
l’umanità dovrò vivere seguendo una regola
Amare.
Io non confido più nel prossimo,
né nel mio come me stesso.
Confido nella luce filtrata dalle foglie,
dal flebile vento d’estate,
dal battere le mani per ringraziare.
Confido nei fanciulli di prima,
non di oggi.
E temo che sia troppo tardi:
sento addosso questo macigno di ingiustizie.
Tutto è fuorviante,
confuso e sterile.
Mi avete strappato le vesti,
la pelle,
i miei stessi occhi…
E il senso dell’innocenza.
Voi non siete più ieri.
Ed io non sarò mai come voi.

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