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Carlo Conti: “Rischiatutto? Da Mike Bongiorno ho capito un aspetto. Mi disse chi era il suo erede”

Carlo Conti: “Rischiatutto? Da Mike Bongiorno ho capito un aspetto. Mi disse chi era il suo erede”. Carlo Conti su Rischiatutto e non solo, il conduttore toscano, 63 anni, parla della nuova edizione dello storico programma in onda su Raiuno questa sera, sabato 2 marzo, in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Fabbricatore vinse 25 milioni di lire, circa 250 mila euro di oggi, e si comprò la casa: il telequiz ti cambiava la vita…
«Oppure ti risolveva un bel po’ di problemi. Succede anche oggi, però: magari non ti compri una casa, ma stai un po’ più tranquillo. Io condivido l’emozione dei vincitori, perché ho capito che anche un premio di 10 mila euro può essere davvero importante».

Contano più i soldi o la vittoria?
«La vittoria pesa moltissimo, perché ti dà la soddisfazione personale. Lo senti quando un concorrente si dispera per aver sbagliato quella domanda che pure era così facile: è più preoccupato per la figura che ha fatto che per i soldi che non ha vinto».

Torniamo in casa Conti nel 1970: come guardava “Rischiatutto”?
«Con mamma Lolette, se non aveva il turno di notte come infermiera in ospedale. Se no, con zia Liliana, che si metteva vicinissima al televisore perché era miope. Era una patita di televisione e le piaceva tutto: ho guardato più tv con lei che nel resto della mia vita».

Cos’ha imparato da Bongiorno?
«In ogni quiz che ho fatto ho messo il suo rigore, la semplicità nello scandire le domande, la cura nel farsi capire dal concorrente e dagli spettatori. Ricordo che una volta stavamo facendo delle telepromozioni insieme, lui entrò nel mio camerino e mi disse: “Stai diventando sempre più americano nel fare il quiz: bravo! Diventerai l’erede del mio erede”, che per lui era Gerry Scotti. Mike: sempre gigantesco!».

[…] lei rifarebbe “Rischiatutto” con gara vera tra concorrenti veri? Ci pensi bene…
«Ci sono già stati vari tentativi, anche fatti da me, ma non è facile. Il quiz funziona oggi come ieri, ma è passato dalla prima serata alla striscia quotidiana prima dei telegiornali della sera, e per i tempi di oggi è perfetto così».

Una frase immancabile: “Il mio pulsante non funziona!”…
«Un classico, come: “Ma avevo suonato prima io!”. Credo siano frasi che devono essere dette per convenzione internazionale».

Se facesse il concorrente a “Rischiatutto 70”, per quale materia si presenterebbe?
«Le due puntate non avranno tutti gli stessi argomenti. Tra quelli fissi potrei presentarmi forse per “Varietà in bianco e nero”, anche perché quelli a colori degli Anni 80 e 90 li ho seguiti poco: la sera lavoravo».

E alla fine arriva la domanda “jolly”! A “Rischiatutto” avrebbe vinto la cifra in palio senza dover rispondere; qui le offro una domanda “a piacere”.
«E allora: “Conti, lei sarà argomento di una domanda?”. “Sì!”. Anche perché quest’anno faccio 39 anni di Rai e ci saranno alcune mie immagini d’epoca che faranno immediatamente scattare una risata».

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