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Televisione

Daniele Pecci: “Bari è migliorata, è vera quella voce che gira. Lolita Lobosco piace per 2 motivi”

Daniele Pecci: “Bari è migliorata, è vera quella voce che gira. Lolita Lobosco piace per 2 motivi”. Daniele Pecci su Bari, Lolita Lobosco e non solo, l’attore romano, 54 anni, new entry nella serie nei panni di un gallerista, parla a tutto tondo in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Daniele Pecci, new entry della serie appunto nei panni dell’affascinante gallerista.
«Leon è un uomo che è rimasto vedovo e proprio per questo, per cambiare aria e ritrovare un po’ di serenità, ha deciso di trasferirsi a Bari, una città lontana dalla sua. Vive con le sue tre figlie ed è consapevole che questa situazione farebbe fuggire qualsiasi donna, perciò è convinto di dover continuare a stare da solo».

[…] “Lolita Lobosco” è ambientata a Bari, di cui la serie regala scorci suggestivi. La conosceva?
«C’ero stato tante volte per le tournée teatrali ma non ci avevo mai girato. Rispetto al passato l’ho trovata migliorata, è molto elegante. Ha ragione chi dice che, insieme a Luisa, Bari è l’altra protagonista della serie. Con quel mare azzurro e le pietre bianche non può non incantare gli spettatori».

Ha citato Luisa Ranieri: aveva già lavorato con lei prima di questa serie?
«Ci conosciamo da tanti anni ma non avevamo mai lavorato insieme. Luisa è un’attrice molto brava e molto amata, e il suo personaggio, Lolita, è una figura libera e autonoma in cui le donne tendono facilmente a identificarsi».

È per questo che la serie “Le indagini di Lolita Lobosco” piace così tanto?
«Per questo, ma anche perché ha una scrittura solida, grazie ai romanzi di Gabriella Genisi. E poi ha un cast di attori di grande livello».

Daniele Pecci: “Bari è migliorata. Lolita Lobosco? Piace per 2 motivi”

Tra Lolita e Leon è stato amore a prima vista. Anche lei è un tipo da colpo di fulmine?
«E chi se lo ricorda più! Forse mi sarà capitato da giovane, ma quei tempi ormai sono passati. Ora sono un posato signore di una certa età».

Se dice così delude le sue fan più affezionate…
«Ma no! Si sono innamorate di Cesare Corvara, l’anziano e cardiopatico protagonista di “Cuori”, a maggior ragione succederà con Leon, che è decisamente più simpatico e, almeno apparentemente, sano».

[…] la rivedremo in “Hotel Portofino”, la serie trasmessa prima da Sky e poi da Rai2 nella quale lei interpreta il conte Albani, il nobile italiano ospite nell’albergo della protagonista, che per primo ha intuito la pericolosità del fascismo.
«Sì, a breve uscirà la terza stagione e in estate gireremo la quarta. Questa volta, però, il mio personaggio sarà presente in modo un po’ più marginale. “Hotel Portofino” è un prodotto internazionale venduto in tanti Paesi e, a mio parere, una serie molto ben fatta».

Tra un impegno televisivo e l’altro, riesce comunque a fare teatro?
«Amo il teatro, è il motivo per cui ho deciso di fare l’attore. L’unico problema è che va preventivato con almeno un anno di anticipo. Nella prossima stagione dovrei portare nuovamente in scena “Divagazioni e delizie”, un testo scritto negli Anni 70 da John Gay e formato interamente da scritti di Oscar Wilde, di cui racconta l’ultimo anno di vita. In passato è stato portato al successo internazionale da Vincent Price, e in Italia è stato interpretato da Romolo Valli. Finora abbiamo fatto una quindicina di repliche, ma essendo uno spettacolo agile, perché in scena ci sono solo io, conto di portarlo avanti ancora per molto tempo».

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