Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Radiology ha individuato un possibile legame tra il consumo di cibo spazzatura e l’accumulo di grasso nei muscoli della coscia, una condizione che potrebbe contribuire al deterioramento delle ginocchia. La ricerca ha preso in esame 615 persone considerate a rischio di sviluppare osteoartrite del ginocchio, rilevando che i partecipanti che consumavano maggiori quantità di prodotti trasformati presentavano anche più grasso immagazzinato nei muscoli, indipendentemente dall’apporto calorico complessivo.
Il dato ha attirato l’attenzione dei ricercatori perché il grasso che si infiltra nel tessuto muscolare può essere osservato nelle immagini diagnostiche sotto forma di bande tra le fibre. Questa alterazione potrebbe accelerare il deterioramento dell’articolazione del ginocchio. L’associazione è stata rilevata indipendentemente dal peso corporeo e dal livello di attività fisica dei partecipanti, indicando che anche la qualità degli alimenti consumati può essere rilevante per la composizione muscolare.
Lo studio ha utilizzato i dati dell’Osteoarthritis Initiative, un programma nazionale di ricerca finanziato dai National Institutes of Health statunitensi. Il gruppo analizzato comprendeva 275 uomini e 340 donne, con un’età media di circa 60 anni e un indice di massa corporea medio pari a 27, corrispondente alla categoria del sovrappeso lieve.
I dati
Le informazioni sull’alimentazione riguardavano l’anno precedente all’analisi. In questo periodo, circa il 41% degli alimenti consumati dai partecipanti era costituito da prodotti altamente trasformati. Tra questi figuravano cereali confezionati per la colazione, snack, bevande zuccherate ed energetiche, carni lavorate, pizze surgelate, piatti pronti da riscaldare e pane prodotto industrialmente. Questi alimenti possono contenere additivi artificiali, coloranti e aromi che non fanno parte delle preparazioni tipiche di una cucina domestica.
La ricercatrice principale dello studio ha osservato che negli ultimi decenni l’impiego di ingredienti naturali nell’alimentazione è progressivamente diminuito, mentre sono aumentati alimenti e bevande prodotti industrialmente. Questo cambiamento è avvenuto parallelamente alla crescita globale dell’obesità e dell’osteoartrite del ginocchio.
Per esaminare la composizione dei muscoli della coscia, il team ha utilizzato la risonanza magnetica convenzionale. Si tratta di una tecnica considerata accessibile e che non richiede apparecchiature particolarmente costose. In condizioni normali, il tessuto muscolare appare uniforme nelle immagini, mentre l’accumulo di grasso produce bande ben definite tra le fibre, indicative di un deterioramento della struttura muscolare.
L’analisi ha mostrato che, quanto maggiore era la quantità di alimenti trasformati consumata, tanto maggiore risultava il grasso individuato nei muscoli attraverso le immagini. Il rapporto rimaneva presente anche considerando l’apporto calorico totale. Di conseguenza, persone che consumano quantità simili di cibo possono presentare una composizione muscolare differente in relazione alla qualità degli alimenti scelti. Il consumo di cibo spazzatura rientra quindi nel quadro alimentare esaminato dai ricercatori attraverso la quantità di prodotti altamente trasformati assunti dai partecipanti.
Il ruolo dei muscoli della coscia
L’interesse per questi risultati è legato anche al ruolo dei muscoli della coscia nella salute del ginocchio. Questo gruppo muscolare contribuisce infatti a sostenere e proteggere l’articolazione. Un suo deterioramento può quindi avere conseguenze sul ginocchio, in un contesto nel quale l’osteoartrite rappresenta una patologia sempre più diffusa a livello mondiale ed è strettamente associata all’obesità e a stili di vita poco salutari.
Secondo quanto riportato dalla RSNA, i risultati dello studio richiamano l’attenzione sulla qualità della dieta, oltre che sul peso corporeo e sull’apporto calorico. La ricercatrice ha sottolineato che i programmi finalizzati alla perdita di peso dovrebbero considerare non soltanto la quantità di cibo consumata, ma anche la sua qualità.
Il trattamento standard dell’osteoartrite del ginocchio punta al mantenimento di un peso corporeo sano attraverso una dieta equilibrata e un’attività fisica regolare. I nuovi dati indicano inoltre che una riduzione degli alimenti trasformati potrebbe contribuire a preservare la qualità muscolare e, di conseguenza, a limitare alcuni dei danni associati alla patologia.
Gli effetti degli alimenti ultra-processati sulla salute generale erano già stati oggetto di diverse ricerche, mentre risultavano più limitati i dati sulla loro relazione con la massa muscolare nell’ambito dell’osteoartrite del ginocchio. Gli autori hanno definito questa ricerca il primo studio volto a valutare l’impatto di questi alimenti sulla composizione dei muscoli della coscia attraverso la risonanza magnetica.
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