L’ordine di nascita influenza la salute: scoperte differenze tra primogeniti e secondogeniti. Nelle famiglie, i fratelli condividono genitori, casa e una parte consistente dell’infanzia, ma ciò non significa che crescano con gli stessi rischi per la salute. Una nuova ricerca pubblicata su Nature Health mostra che l’ordine di nascita influenza la salute e che le differenze tra primogeniti e secondogeniti sono più marcate di quanto si pensasse.
Lo studio, guidato da Andrey Rzhetsky dell’Università di Chicago, ha analizzato oltre cinque milioni di famiglie statunitensi con due figli, esaminando un totale di 418 patologie per individuare eventuali correlazioni tra la posizione nella fratria e la probabilità di sviluppare specifiche malattie in età adulta.
I ricercatori hanno identificato associazioni statisticamente significative tra l’ordine di nascita e 150 patologie, suggerendo che le esperienze della prima infanzia possano lasciare un’impronta duratura sulla salute. I primogeniti mostravano una maggiore probabilità di ricevere diagnosi legate allo sviluppo neurologico e alle allergie, mentre i secondogeniti risultavano più esposti a disturbi legati all’uso di sostanze, emicranie, problemi gastrointestinali e infezioni.
Tra le condizioni più comuni nei primogeniti figuravano autismo, ADHD, sindrome di Tourette, disturbo ossessivo-compulsivo, depressione, ansia, asma e allergie alimentari. Nei secondogeniti, invece, emergevano con maggiore frequenza disturbi da uso di sostanze, gastrite, duodenite, herpes zoster, malattie delle vie biliari e infezioni renali.
La distribuzione complessiva era relativamente equilibrata: 79 patologie risultavano più frequenti nei primogeniti, mentre 71 erano più comuni nei secondogeniti. Per ottenere questi risultati, il team ha analizzato richieste di risarcimento assicurativo anonimizzate provenienti da circa 5,1 milioni di famiglie.
Le analisi parallele
Il primo autore Benjamin Kramer ha condotto due analisi parallele: una basata sul confronto tra 1,6 milioni di coppie di fratelli appartenenti a famiglie diverse e una seconda focalizzata sui fratelli all’interno della stessa famiglia. Entrambi gli approcci hanno prodotto risultati coerenti, rafforzando la solidità delle conclusioni.
Gli studiosi hanno controllato variabili come l’età dei genitori, il sesso dei figli e l’intervallo tra le nascite. Quest’ultimo elemento si è rivelato particolarmente interessante: intervalli più brevi tra le nascite erano associati a un rischio ridotto di diverse patologie, incluse alcune diagnosi neuropsichiatriche nei primogeniti e allergie e asma in entrambi i figli. Secondo gli autori, ciò potrebbe dipendere da dinamiche biologiche e ambientali che cambiano quando le gravidanze sono più ravvicinate, influenzando sia l’esposizione immunitaria sia la struttura delle cure genitoriali.
Lo studio non sostiene che l’ordine di nascita determini la causa di specifici problemi di salute, ma evidenzia come possa contribuire a modellare vulnerabilità diverse. Rzhetsky ha sottolineato che i medici potrebbero trarre vantaggio da queste informazioni, adattando screening e strategie preventive in base alla posizione nella fratria. Un pediatra che segue una famiglia nel tempo potrebbe, ad esempio, monitorare con maggiore attenzione le allergie nel primogenito o prestare particolare cura ai segnali di disturbi gastrointestinali nel secondogenito.
I fratelli rappresentano un modello ideale per studiare le influenze ambientali perché condividono gran parte del contesto familiare, pur ereditando combinazioni genetiche differenti. Questo permette di isolare meglio gli effetti delle esperienze precoci, che secondo lo studio possono contribuire a plasmare la salute lungo l’intero arco della vita.
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