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Fiorello: “Sono stato anch’io vittima di Weinstein”

Durante la prima puntata del programma social “Il socialista”, Fiorello racconta la sua disavventura con Weinstein

Anche Rosario Fiorello tra le ‘vittime’ di Harvey Weinstein. A raccontarlo è lo showman durante la prima puntata della sua nuova trasmissione ‘Il socialista’, in diretta audio su facebook. Tra il serio e il faceto, tra una gag e una canzone, Fiorello rivela di essere in possesso di una lettera “vera” in cui il produttore, dopo avere incassato un no ad un copione di un suo film, gli scriveva, minaccioso, che Hollywood gli avrebbe chiuso per sempre le sue porte.
“Tutti parlano di Weinstein – esordisce Fiorello – ma su questa storia, qualunque cosa si dica, si viene attaccati”. “Io feci ‘Il Talento di Mr. Ripley’ – racconta Fiorello -, film prodotto da Weinstein. E lì lo conobbi. C’era una giovane Paltrow e in quel momento era fidanzata con Ben Affleck. Vedevo Weinstein la sera che arrivava in discoteca e si muoveva…era proprio godone, un godereccio, di quelli che stanno seduti con le gambe aperte sui divanetti del locale, che ordina champagne e poi lo butta nella pianta per abbeverare la pianta. Di quelli proprio così, opulenti!”, ricorda. “Finisce questo film, passano gli anni – continua Fiorello – e a un certo punto mi arriva una chiamata incredibile: mi volevano in un film prodotto da Weinstein. Il film era ‘Nine’, il musical di Rob Marshall. Mi mandano il copione ma nel copione non mi trovavo…a un certo punto capisco, c’era scritto ‘mentre i due protagonisti entrano nella sala da ballo cominciano a parlare tra di loro, mentre un elegante cantante italiano canta’”.
Fiorello racconta che, non avendo neanche velleità nel mondo del cinema, non ci pensò due volte e rifiutò l’offerta valutando, tra l’altro, che era agosto e che, conoscendo gli americani, lo avrebbero trattenuto 25 giorni per girare una sola scena. Fu a quel punto – rivela – che Harvey Weinstein, produttore del film, gli inviò una lettera a sua firma. “Mi scrisse che non potevo non accettare – ricorda ancora Fiorello – e che lui non poteva tollerare che un signor nessuno come me gli avesse detto no. Mi scrisse che Minghella aveva molta stima di me e cose tipo ‘come osi rifiutare’ e ‘tu forse non hai capito a chi hai detto no’, con una conclusione del tipo: ‘Dopo questo rifiuto, non lavorerai mai più in America’“. “Non prendo neanche l’aereo io! Se non mi avete visto in Guerre stellari e in Rocky 6 – conclude Fiorello sorridendo – ora sapete che è colpa di Weinstein”.

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