Spettacolo

Debora Caprioglio si racconta: “Ho rinunciato a tutto il resto per amore del Teatro. Su Tinto Brass…”

Debora Caprioglio si racconta in una lunga intervista:

Gli italiani hanno apprezzato la bellezza e la sensualità di Debora Caprioglio grazie al regista Tinto Brass che la scelse come protagonista del film Paprika. Aveva solo 18 anni, ma col passare del tempo l’attrice si è saputa scrollare di dosso l’ etichetta di icona sexy e si dedica soprattutto al teatro. Di questo ed altro, Debora Caprioglio ha parlato nella intervista rilasciata a ‘Libero quotidiano’, della quale vi proponiamo alcuni stralci.

“A Teatro interpreto una zitella racchia e acida che ce l’ ha col mondo, non ha mai avuto un uomo ed è gelosa della sorella, ricca e bella”. Un ruolo insolito per Debora Caprioglio che a Libero spiega come riesce a risultare brutta: “Ho un paio di occhialetti, ma più che altro ho fatto uno studio su come parla e si muove il personaggio e funziona perché il pubblico non mi riconosce”.

Ma Debora Caprioglio recita quasi soltanto a teatro. Il motivo è più semplice di quello che sembra: “È la mia vera passione, una droga: negli ultimi 20 anni ho fatto quasi 50 spettacoli, da quando Monicelli mi fece fare La bomba in ambasciata, e ho dovuto rinunciare ad altro. Il cinema e la tv danno la popolarità, ma il rapporto diretto con il pubblico è più emozionante”.

“Se fossi stata bruttina avrei fatto altro? Sicuramente ho iniziato per la mia fisicità prorompente, anche se io non mi consideravo bella, mi sarebbe piaciuto essere alta e magra. Però in realtà quel concorso non ha portato molto, tutto è cominciato quando ho conosciuto ad una cena Klaus Kinski: non sapevo nemmeno chi fosse, ma mi ha attratto la sua faccia un po’ da matto. Dopo qualche mese è iniziata una storia durata tre anni e mi ha dato il ruolo della moglie nel film Paganini”, le parole dell’attrice sugli esordi legati alla vittoria in un concorso di bellezza.

A proposito di Kinski, la Caprioglio racconta che tipo di uomo era: “Molto più normale di come si possa pensare. Era genio e sregolatezza, ma la sua sregolatezza era l’ avere all’ ennesima potenza tutta la gamma di sentimenti umani: una sensibilità pazzesca, un’ irascibilità oltre misura, una passione maniacale per il lavoro. Durante la preparazione del film andava anche a supermercato vestito da Paganini. Mi ha affascinato, aveva molti anni più di me ma non ho avvertito questa differenza”.

La svolta grazie a Tinto Brass. “Anche quello è stato un incontro casuale: Tinto aveva visto la mia foto su un giornale e ha chiamato a casa perché mi voleva per Lulù a teatro, mia madre ha pensato ad uno scherzo telefonico e ha riattaccato. Poi ho fatto il provino e mi ha proposto Paprika. Ma ero molto indecisa. Lui è un maestro ma c’ era da pensarci, poi mi sono detta o la va o la spacca e il film ha avuto un successo al di là di ogni aspettativa. La popolarità è arrivata come uno tsunami, tanto che la gestione del dopo è stata ardua perché tutti mi offrivano cose simili”.

Un successo che non le dava soddisfazione, quindi. Ma poi qualcosa cambia e la Caprioglio smdecide: “Mi sono data un limite, se entro i 26 anni non fossi riuscita a cambiare registro avrei smesso. Ho studiato recitazione e nel 1994 la Archibugi, in Con gli occhi chiusi, mi ha offerto un personaggio che era l’ opposto dell’ immagine che avevo in quel momento. È stata la svolta, dopo ho sempre fatto sempre film d’ autore”.

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