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Spettacolo

Luca Manfredi racconta Alberto Sordi: “Una specie di toy boy ante litteram. Lui gay? Macché, era considerato…”

Luca Manfredi racconta Alberto Sordi in un film che anticipa in un’intervista rilasciata ai microfoni di ‘Huffington post’ Italia

Luca Manfredi racconta Alberto Sordi: “Una specie di toy boy ante litteram. Lui gay? Macché, era considerato…”. Il regista e figlio di un altro mito del nostro cinema, Nino Manfredi, lo ha conosciuto bene e ha deciso di raccontarlo in “Permette? Alberto Sordi”, un film co-prodotto da Rai Cinema e Ocean Productions e distribuito da Altre Storie che sarà nelle sale solo il 24, 25 e 26 febbraio prossimi. Di seguito alcuni passaggi dell’intervista rilasciata ai microfoni di Huffington post Italia.

Qual è il primo ricordo che hai di lui?
“Ricordo un pranzo a casa mia, in famiglia, perché stavano preparando il film di Scola ambientato in Africa – “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?” –  un titolo lunghissimo alla Wertmüller. Ricordo che Alberto disse a mio padre che aveva proprio una bella famiglia e lui gli chiese quando aveva intenzione di sposarsi e di farsene una. La risposta di Sordi – che ascoltai personalmente – “Che mi metto un’estranea dentro casa?” – rimase storica e lui l’ha ripetuto tante altre volte”.

La storia d’amore con Andreina Pagnani, diva del teatro di posa e doppiatrice, lo aiutò moltissimo nella sua carriera: è così?
“Sì, perché il Sordi grande attore e grande artista lo conosciamo tutti, gli aspetti più interessanti, quelli più privati sono meno conosciuti. Lui è stato una specie di toy boy ante litteram. Quindici anni meno di lei, per l’epoca quella differenza d’età faceva scandalo. Fu anche osteggiato dalla madre Maria che era una donna che lo amava moltissimo ed era il vero capo famiglia. Lo condizionò moltissimo. Suo padre Pietro, che lavorava al Teatro Costanzi suonava il bombardino, era un uomo molto mite che in qualche modo lo assecondava. Oltre a questo, raccontiamo anche l’amicizia con Aldo Fabrizi, l’incontro con Federico Fellini con cui farà i suoi primi due film (Lo Sceicco Bianco e i Vitelloni, ndr)”. 

Un rapporto a dir poco edipico.
“Decisamente. Ho letto molte biografie su Sordi e in una di queste c’è la dichiarazione di Fellini che era presente quando morì sua madre. Si chiuse a chiave ventiquattro ore nella stanza dove c’era la madre senza fare entrare nessuno, mandando via persino gli uomini delle imprese funebri per poi farli tornare il giorno dopo”.

Luca Manfredi racconta Alberto Sordi: “Ho scoperto che una relazione lo ha aiutato”

Secondo alcuni, Sordi sfruttò il suo essere già una diva di teatro, di posa e doppiatrice per iniziare la sua carriera.
“Lei era famosa, lui no, su questo non c’è alcun dubbio. Nelle ultime interviste Sordi dichiarò in realtà che questa relazione non lo aiutò più di tanto, ma io, avendo meglio approfondito il tema, ho scoperto in realtà che quella relazione lo ha aiutato a essere introdotto nel bel mondo del cinema e dello spettacolo. Andreina era già una diva organizzava spesso party in cui lui poteva entrare a contatto più facilmente con quel mondo lì, con il cinema. Sicuramente gli è stata utile”.

I due rimasero in buoni rapporti: dopo una storia d’amore importante, si può restare amici?
“Si può, io posso dimostrarlo. Di guai ne ho fatti tanti: ho quattro figli da tre mamme diverse (tra cui Francesco, nato dal matrimonio con l’attrice Nancy Brilli, ndr), potrei essere portato ad esempio. La mia è una famiglia allargata. Amo i miei figli con i quali ho ottimi rapporti e cerco di averli anche con le loro mamme, anche se la cosa è più complicata, comunque questa mia famiglia allargata mi piace molto. Sordi, invece, è sempre stato ripiegato su sé stesso.

Ha fatto una scelta di non impegnarsi con nessuno, di dedicarsi alla professione e al suo lavoro circondato dai suoi familiari, ad esempio dal fratello Pino che era laureato in ingegneria e che divenne poi il suo segretario e le due sorelle Aurelia e Savina che lo hanno accudito per tutta la vita. Con la Pagnani sono rimasti amici e quando lei stava male, lui andava a trovarla. La loro relazione credo sia stata l’unica storia d’amore che Sordi ha avuto nonostante tutti lo vivessero come il grande scapolo. In realtà. tutti pensavano che non abbia mai avuto una vera relazione e che non si sia mai impegnato con nessuna, cosa che peraltro è vera”.

Luca Manfredi racconta Alberto Sordi

Voci insistenti hanno parlato anche di una sua presunta omosessualità
“Che però non è vera, anche perché nell’ambiente era noto come grande amatore. Lui ha avuto tantissime relazioni brevi e avventure senza mai impegnarsi, persino con un’ austriaca la cui famiglia aveva diversi alberghi proprio in Austria. Il padre della ragazza arrivò a Roma per concordare la data delle nozze, ma Sordi mandò il suo agente/segretario Bettanini, già agente di mio padre, che gli disse, parlando al plurale: non possiamo sposarci perché troppo impegnati per lavoro”.

Cosa può insegnare oggi Sordi ai Millennials che non lo conoscono?
“Questa sua domanda mi ha portato a fare questo lavoro su Sordi e prima ancora a mio padre (nel film tv “In arte Nino” con Elio Germano, ndr). Quattro anni fa, parlando con degli amici di mio figlio che all’epoca aveva sedici anni, mi sono reso conto che mio padre non lo conosceva nessuno, solo qualcuno lo riconosceva se citavo il Geppetto del Pinocchio di Comencini, altrimenti no.

Questa cosa sta accadendo anche con Sordi: si sta perdendo la memoria storica di un patrimonio culturale importantissimo del nostro cinema. Un recente sondaggio fatto tra i diciottenni che ho potuto verificare dice che si chiede loro chi sia Sordi, alcuni hanno risposto che è uno sciatore o addirittura ‘quello dei documentari della Rai’, riferendosi ad Alberto Angela”.

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