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Matteo Martari: “Miriam Leone sposata? Penso solo a una cosa. Io bullizzato da piccolo mi sono ribellato”

Matteo Martari: “Miriam Leone sposata? Penso solo a una cosa. Io bullizzato da piccolo mi sono ribellato”. L’attore veronese protagonista de ‘I Bastardi di Pizzofalcone’ si racconta tra vita privata e professionale in una intervista a ‘Vanity Fair’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Lei è figlio unico?
«Sì».

E come è stato, con questo peso, partire da Verona, andare a Milano, lasciarli soli, inseguire un sogno?
«Non è stato facile. Ma quello che devo ai miei genitori, oltre all’esempio d’amore e dedizione, è avermi educato a scegliere. E avermi lasciato libero di farlo».

Le piace il gossip?
«Poco e niente».

L’altro giorno girava un meme su una sua ex: “Miriam Leone ha sposato Paolo Carullo e non Matteo Martari”. Cosa ha provato?
«Nulla. Se son felici loro, posso dire al limite di essere felice per loro».

Davanti a cosa spegne il cervello, se lo spegne?
«Faccio fatica, e accade con poche cose: correre in auto, laddove è consentito, ovviamente. Sciare. Arrampicarmi. Lottare».

Lottare.
«Sì. Ho praticato pugilato e arti marziali miste. Ora mi piace il Brazilian Jiu-Jitsu, che è fatto di proiezioni, di leve articolari, di unità d’intenti tra mente e corpo».

[…] Lei sembra così quieto. Perché?
«È tutta apparenza, mi creda. Ho un’inquietudine che mi accompagna tutti i giorni e che non so decifrare. Mi accorgo che arriva più da condizionamenti esterni però, perché dentro sono capace di vivere nel presente. Lo spiega bene Michael Jordan in The Last Dance: non si può fare nulla per il passato, non si può fare nulla per il futuro. Quindi tanto meglio non abbandonarsi all’ansia, mettere le mani nella terra oppure su un volante, e vivere adesso».

Matteo Martari: “Miriam Leone sposata? Penso solo a una cosa”

Metaforicamente parlando, lei non è uno che corre.
«Senza una direzione, mai. Se ce l’ho, sfreccio».

Di lei si dice: che faccia pazzesca.
«Purché non si dica solo questo, mi sta bene. Ma sono consapevole di non aver nessun merito a riguardo. E i complimenti, per me, sono altri».

Anche da ragazzino, alla scuola alberghiera, le dicevano «che faccia pazzesca»?
«In realtà sono stato bullizzato, a scuola. Stavo antipatico a tutti ed ero una calamita per i ragazzini cattivi. Mi toccavano sempre gli scherzi più pesanti: una volta, in montagna, mi hanno chiuso sul terrazzo in pigiama, a -18. Un’altra volta, prima di una gara di sci, mi hanno riempito gli scarponi di dentifricio e mi sono dovuto ritirare. Finché in terza superiore mi sono ribellato».

Il cuore non mente, si dice. E il volto?
«Il mio mai. Se provo un sentimento non lo so camuffare. Non sono strategico, e non voglio esserlo».

Tra poco partirà per la Basilicata sul set di Le ragazze non piangono. E i ragazzi come lei, invece?
«Molto. Più si è uomini, e più ci si deve abbandonare».

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