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Cronaca

Germania, arrestato a 101 anni dovrà scontare 5 anni “in carcere”: ha favorito l’uccisione di 3.518 persone durante l’Olocausto

Germania, arrestato a 101 anni dovrà scontare 5 anni “in carcere”: ha favorito l’uccisione di 3.518 persone durante l’Olocausto. Sono passati quasi 80 anni ma gli orrori nazisti perpetrati nel corso della seconda guerra mondiale continuano a lasciare strascichi. Lo sanno bene milioni di ebrei. E lo sanno bene anche alcuni criminali che hanno favorito le follie di Hitler. Come nel caso accaduto in questi giorni in Germania, dove un anziano di 101 anni è stato arrestato per aver favorito l’uccisione di 3.518 persone durante l’Olocausto.

Secondo l’accusa, il centenario ha prestato servizio in un campo di concentramento nazista in qualità di guardia, e per questo motivo andrà in carcere. Lo ha deciso il Tribunale tedesco di Neuruppin che ha condannato l’ex guardia nazista a cinque anni di carcere. “È stato straordinariamente difficile trovare una punizione adeguata perché gli atti sono avvenuti molto tempo fa”, ha spiegato il portavoce dell’ufficio giudiziario, sottolineando che l’anzianità dell’autore dei crimini ha avuto un “effetto attenuante sulla sentenza”.

L’uomo, di cui non sono state rese note le generalità per la legge tedesca sulla privacy, era stato accusato nel 2021 di aver contribuito “consapevolmente e volontariamente”, all’uccisione di prigionieri. I reati sono stati consumati dal gennaio 1942 al febbraio 1945 nel campo di concentramento di Sachsenhausen, a Oranienburg, a nord di Berlino. In tutti questi anni non ha mai confessato i suoi crimini né dimostrato rimorso.

Arrestato a 101 anni dovrà scontare 5 anni “in carcere”: il caso in Germania

“Il verdetto è un risarcimento tardivo per i parenti e un segnale molto importante da parte della Germania. Le migliaia di persone che lavoravano nei campi di concentramento, mantenevano in funzione la macchina degli omicidi. Facevano parte del sistema e quindi dovrebbero assumersene la responsabilità”, hanno dichiarato Christoph Heubner, del Comitato internazionale di Auschwitz, e il presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania Josef Schuster.

Nel campo di Sachsenhausen, costruito nel 1936, l’ex guardia sarebbe stata coinvolta nella fucilazione di prigionieri di guerra sovietici nel 1942. Inoltre, avrebbe favorito l’omicidio di prigionieri attraverso l’uso di gas velenosi o tramite fucilazione, mantenendo condizioni ostili. Dei circa 200.000 prigionieri che vi sono passati, si ritiene che circa la metà siano morti. Per quei delitti atroci la Germania non dimentica e, anche se tardivamente, condanna, anche se in questo caso probabilmente la condanna non verrà scontara fino alla fine vista l’anzianità dell’uomo. Lo riporta la Cnn.

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