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Ragazzi lasciati a piedi, case sottratte per fare posto ai turisti: a Milano-Cortina l’umanità è un’eccezione fastidiosa

Ragazzi lasciati a piedi, case sottratte per fare posto ai turisti: a Milano-Cortina l’umanità è un’eccezione fastidiosa. C’è qualcosa che stride, e non poco, quando le montagne innevate diventano lo sfondo di storie in cui il freddo non è solo climatico, ma soprattutto umano.

Negli ultimi giorni due episodi, avvenuti a pochi chilometri di distanza, hanno mostrato un volto duro, spigoloso e al limite della disumanità dei territori che si preparano a ospitare il mondo, sotto i riflettori delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Un volto che parla di regole applicate senza discernimento, di denaro messo davanti alle persone, di una progressiva e sistematica cancellazione dell’empatia.

A Vodo di Cadore, in provincia di Belluno, un bambino di undici anni è stato lasciato a piedi nella neve perché privo del cosiddetto biglietto “olimpico” (quello “normale” ce l’aveva). Un minore, solo, fermato da una norma trasformata in muro invalicabile. Poco importa l’età, poco importa il contesto, poco importa il buon senso. Conta il titolo di viaggio, o meglio la sua assenza. Il resto diventa invisibile.

L’episodio a Madonna di Campiglio

Pochi chilometri più in là, a Madonna di Campiglio, la scena si ripete con un altro protagonista e una variante altrettanto amara. Domenica 1 febbraio, un 17enne di nome Fabrizio, sta svolgendo uno stage in albergo a Pinzolo e torna dal lavoro la sera. In tasca ha un abbonamento valido fino all’estate, regolarmente pagato, ma il sistema non lo legge.

Un guasto tecnico, un problema che non dipende da lui. La risposta del conducente è una richiesta di pagamento immediato. Richiesta a cui il ragazzo non ha fatto opposizione, ma solo un tentativo di soluzione: pagare con il bancomat. Pagamento elettronico non disponibile. Fine della discussione. Davanti a lui tredici chilometri, il freddo, la prospettiva concreta di restare a piedi per 2,50 euro.

A salvare la situazione non è stato il sistema, né il regolamento, né una minima elasticità umana da parte di chi gestisce il servizio di trasporto. È stato un passeggero, un turista diretto a Trento, che ha tirato fuori i soldi di tasca propria. Un gesto semplice, normale, che però in questi giorni, a certe latitudini, sembra quasi eroico perché arriva in un contesto dove l’umanità appare come un’eccezione fastidiosa.

Contratti annullati

Questi episodi non sono incidenti isolati, ma tasselli di un quadro più ampio. A Cortina, alcune famiglie che avevano regolari contratti di affitto, si sono viste recapitare lo scioglimento unilaterale degli stessi. Case tolte a chi da anni trascorre le ferie in quei luoghi rimpinguando l’economia locale, riconvertite in alloggi turistici venduti a cifre vertiginose in vista delle Olimpiadi. Nessun dramma personale da considerare, nessuna storia da rispettare. L’unica bussola resta il profitto.

La fotografia dei territori che si preparano ad accogliere un evento sportivo di questa portata è quella di una terra che brilla solo in superficie, mentre sotto non riesce nemmeno a garantire diritti elementari a un bambino o un ragazzo che studia. Le regole diventano scudi dietro cui si nasconde la totale assenza di umanità. Il denaro pesa più della dignità delle persone e la schiaccia senza esitazione.

In queste montagne che si preparano alla festa globale, il rischio è che più di tutte resti impressa un’immagine diversa da quella patinata: quella di una comunità che ha smarrito il senso del limite, dove l’umanità si ferma alla soglia del portafoglio. E il gelo, alla fine, non arriva solo dalla neve.

Carmine Gallucci
direttore@brevenews.com

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