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Veronica Gentili: “TeleMeloni? La Rai sta andando oltre, a Ranucci lo aspettavano al varco. Tanti programmi ma la mia passione è soprattutto una”

Veronica Gentili: “TeleMeloni? La Rai sta andando oltre, a Ranucci lo aspettavano al varco. Tanti programmi ma la mia passione è soprattutto una”. Veronica Gentili su TeleMeloni in Rai, il caso Ranucci e non solo. La conduttrice romana, 44 anni, torna al timone de ‘Le Iene’ ogni giovedì torna su Italia 1 (con l’edizione “Le Iene presentano: Inside” la domenica). Ne parla in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Veronica Gentili racconta che nella vita reale non ha nulla della iena: lo dice apertamente, spiegando che quella vocazione cruenta non le appartiene e che, anzi, «Zero. Non ho la vocazione della iena, ahimè, anche se potrebbe avere una certa utilità nella vita. Mi piacerebbe fare racconti mitologici su questa mia parte crudele, ma non è proprio nel mio dna. Al massimo sono una iena buona».

Ricorda poi il momento in cui Mediaset le propose il programma quattro anni fa: una sorpresa iniziale, che però si trasformò presto in una scelta felice. Come spiega, «Assorbita la follia, posso dire che è stata una gran bella idea. Ci sono programmi che tu devi pensare ex novo, che devi modellare su di te, qui invece dovevo trovare il modo giusto di entrare nella dinamica, mettendoci del mio, dosando il mio pensiero alla fine di ogni servizio».

Veronica Gentili: “Tanti programmi ma la mia passione è soprattutto una”

Parlando della natura del programma, sottolinea quanto sia complesso mantenere insieme inchiesta e intrattenimento senza scivolare nella spettacolarizzazione. È un equilibrio delicato, che secondo lei viene gestito con grande cura: «Coinvolgere gli spettatori e allo stesso tempo essere fedeli al racconto e alla realtà è un confine sottilissimo. Alle Iene è un equilibrio su cui lavorano benissimo Davide Parenti (l’ideatore) e singolarmente tutti gli inviati».

Quest’anno è affiancata da quattro comici — Carmine Del Grosso, Daniele Gattano, Vincenzo Comunale e Nathan Kiboba — e anche qui il tema centrale è l’equilibrio, soprattutto tra il tono dei servizi e quello dello studio: «Anche in questo caso cerchiamo equilibrio, la giusta alternanza di registro: i miei commenti al servizio andato in onda cercano di non creare una cesura rispetto all’atmosfera in studio che è più ludica e leggera».

Gentili riflette anche sulla sua attività professionale, che spazia tra giornalismo, televisione e politica. Una molteplicità che non la spaventa, anzi la stimola: «Mi piace diversificare, mi piace spaziare. Anche se la mia passazione rimane la politica: mio papà mi ha cresciuta a pane e politica, credo di essere l’ultima in Italia a comprare cinque quotidiani di carta tutti i giorni».

Veronica Gentili: “TeleMeloni? La Rai sta andando oltre, a Ranucci lo aspettavano al varco”

Sul suo passato a L’Isola dei Famosi, oggi affidata a Selvaggia Lucarelli, chiarisce di non aver vissuto alcuna delusione per la mancata riconferma. Anzi, osserva come il programma sia cambiato radicalmente: «Assolutamente no. Oggi L’Isola ha una nuova veste che non è nel solco della continuità, è un programma fatto in modo completamente diverso: è registrato, è tutto in differita, con il conduttore in loco. Ma continuo comunque a pensare che tutte le esperienze, anche le più diverse, siano molto formative».

Interpellata sul caso Ranucci, Gentili esprime una posizione netta, parlando di un atteggiamento della Rai che le è parso attendista: «Mi è sembrato che la Rai lo aspettasse al varco. Lui non è sicuramente esente da una certa naïveté. Se lavori in un programma come Report che richiede attenzione e cura a tutto ciò che non è cristallino, determinati tipi di relazioni rischiano di inquinare il tuo lavoro. Però non si cacciano i conduttori dalla Rai in questo modo».

Riguardo alla narrazione definita da alcuni “TeleMeloni”, Gentili ritiene che la Rai abbia spesso una naturale inclinazione verso il governo in carica, ma che oggi la situazione sia andata oltre: «La Rai tende a pendere dal lato del governo in carica, è successo tante volte. Ma credo che in questo momento si sia andati oltre, basta vedere tutta una serie di programmi, soprattutto di Rai3, che sono stati fallimentari in termini di ascolti rispetto ad altri che andavano meglio ma sono stati chiusi».

Infine, sul clima a Mediaset, la sua impressione è chiara e sintetica: «Mediaset si salva da ogni genere di ragionamento di questo tipo perché gli ascolti hanno sempre ragione più di tutto il resto».

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