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Vincenzo Comunale: “Stand up comedy? Un programma mi ha fatto innamorare. Nessun confronto con i grandi comici napoletani”

Vincenzo Comunale: “Stand up comedy? Un programma mi ha fatto innamorare. Nessun confronto con i grandi comici napoletani”. Vincenzo Comunale sulla Stand up comedy, e non solo. Il comico napoletano, 30 anni, volto di programmi come “Le Iene” e “Zelig 30”, si racconta in una intervista a ‘TV Sorrisi e Canzoni’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Fin dall’inizio, Vincenzo Comunale racconta che l’amore per la comicità nasce in famiglia, quando da piccolo tutti si riunivano davanti alla televisione: «Quando ero piccolo tutta la mia famiglia si riuniva davanti alla tv e guardavamo molti programmi comici, si rideva insieme con i film di Vincenzo Salemme, di Aldo, Giovanni e Giacomo. Ma il primo programma che mi ha fatto innamorare di questo mestiere è stato A me gli occhi, please di Gigi Proietti».

Proseguendo nel ricordo, spiega cosa lo abbia colpito davvero: «Ho capito che il monologo era nelle mie corde, io mi baso sull’uso della parola, non creo personaggi e tormentoni. Parto dall’osservazione della realtà in cui inserisco temi di satira sociale e politica. Se voglio affrontare un argomento, lo studio, faccio un lavoro di ricerca. Mentre alcuni monologhi nascono dal mio quotidiano, sto sempre con le antenne dritte».

Vincenzo Comunale: “Stand up comedy? Un programma mi ha fatto innamorare”

Entrando nel merito dei programmi che lo vedono protagonista, Comunale distingue nettamente tra «Zelig» e «Le Iene», spiegando come affronti due contesti così diversi: «”Zelig” è un marchio di fabbrica, uno dei contenitori più riconosciuti, c’è un processo di scrittura velocizzato, è importante essere preparati e attingere dal proprio repertorio. “Le Iene” unisce informazione e intrattenimento, devi portare temi aderenti alla realtà, alla società».

Guardando al futuro, anticipa il tour teatrale del 2027, «Prima pagina», dedicato alle “pagine bianche” della vita, e riflette sulle sue pagine più significative: «Le pagine memorabili sono poche, sono attimi di felicità ed è quello che le rende speciali. Ma sicuramente l’ingresso a “Zelig” fa parte di quelle».

Lo spettacolo, racconta, sarà interattivo e costruito sul rapporto diretto con il pubblico: «Con l’empatia, il mio scopo è ridere con loro, con l’ironia e l’autoironia. La presa in giro non fa per me». Infine, rivendica con forza il legame con la sua città e la tradizione comica partenopea: «Sono legatissimo a Napoli, vivo ancora lì. Certo, il confronto con i grandi artisti partenopei è inevitabile, ma ogni comico è figlio del suo tempo».

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