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Fiorella Mannoia: “Ritorno a Sanremo? Mi davano per pazza, l’ho fatto per un motivo. Con mio marito un colpo di fulmine. E su Meloni…”

Fiorella Mannoia: “Ritorno a Sanremo? Mi davano per pazza, l’ho fatto per un motivo. Con mio marito un colpo di fulmine. E su Meloni…”. Fiorella Mannoia sul ritorno a Sanremo, il matrimonio con il marito, la politica, e non solo. La cantautrice romana, 72 anni, si racconta in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Fiorella Mannoia ha collaborato praticamente con tutto il panorama musicale italiano e, guardandosi indietro, racconta di non aver mai avuto scontri particolari con colleghi o artisti. «No, non ho mai litigato con nessuno. Io mi pongo sempre in maniera gentile con le persone e nessuno si è mai posto in modo aggressivo con me».

Ripercorrendo gli inizi della sua carriera, torna con la memoria all’esordio a Castrocaro quando aveva appena 14 anni. «Mi ricordo di aver portato una canzone anomala per le ragazze della mia età, perché tutte si presentavano con Mina, io invece portai un brano di Celentano: me lo sono scelta da sola, nessuno mi ha obbligata».

Un’altra tappa fondamentale è stato il primo Festival di Sanremo, nel 1981, vissuto con una forte intensità emotiva. «Mi sentivo dentro una centrifuga, ero parecchio frastornata. Poi non è che sia cambiato. Anzi. Oggi — con i social — è ancora peggio di allora, è un circo pieno di personaggi, un carrozzone».

A proposito delle gare sanremesi, Mannoia ricorda anche l’edizione in cui Francesco Gabbani vinse con «Occidentali’s Karma», mentre lei si classificò seconda con «Che sia benedetta». Alla domanda se abbia rosicato per quel risultato, ride e risponde: «Erano più tristi e arrabbiati i miei collaboratori. Io non l’ho presa male. Giuro».

Fiorella Mannoia: “Ritorno a Sanremo? Mi davano per pazza, l’ho fatto per un motivo”

Quella partecipazione rappresentò una vera sfida, soprattutto perché una grande artista tornava a gareggiare dopo anni di assenza. «Posso dire di aver aperto la porta. Sono stata la prima. Non sa quante telefonate di colleghi e amici: “Ma sei matta? Non ne hai bisogno, ma dove vai?”».

Per lei, però, il risultato finale non è mai stato l’aspetto più importante. «Che tu vinca o meno non ha importanza. Tant’è vero che la maggior parte delle canzoni che sono diventate evergreen non hanno mai vinto. Basta pensare a Vasco Rossi penultimo con Vita spericolata».

Le sfide continuano ancora oggi. Ogni venerdì è in tv su Rai1 come giudice di «The Voice Senior», un ruolo insolito rispetto al percorso che l’ha resa celebre. Spiega così cosa l’ha convinta ad accettare: «Tutte le cose nuove spaventano. Infatti ero titubante, temevo di non essere all’altezza. Ma alla fine mi sono convinta perché tutti gli altri coach — Arisa, Nek, Rocco Hunt e Clementino — sono amici».

Del resto, il titolo di uno dei suoi album più celebri è proprio «Combattente», una parola nella quale si riconosce profondamente. «Non ho mai volto lo sguardo da un’altra parte quando ho visto qualcosa che non mi garbava. Ho sempre manifestato il mio pensiero, anche se certe volte mi ha penalizzato. Se mi chiamano per appoggiare una causa in cui credo, ci vado. Non mi sono mai tirata indietro».

Questa esposizione pubblica le è costata anche molte critiche e insulti. «Certi insulti che, mamma mia… e poi la cattiveria. All’inizio forse mi facevano dispiacere, ma adesso mi ci diverto pure». Tra i temi sui quali interviene più spesso c’è anche la politica. Parlando del cosiddetto Campo Largo, ammette di avere ancora molte perplessità. «Mah. Ancora non ho capito che visione del mondo vogliono proporre. Devono scegliere chi deve parlare, perché se parlano tutti insieme non si capisce niente. Dovrebbero decidere qual è il programma in pochi punti, se no è solo un vociare indistinto».

Fiorella Mannoia: “Meloni non ha messo in pratica niente di quello che ha promesso”

Alla domanda se ci sia qualcosa che apprezza di Giorgia Meloni, risponde senza pregiudizi ma con una valutazione critica. «Non l’ho votata e non l’avrei mai votata perché sto dalla parte opposta. Però non ho avuto nessun pregiudizio e mi son detta: vuoi scommettere che — zitta, zitta — se mette in campo quello che dice forse farà qualcosa di buono». E precisa: «Purtroppo però non ha messo in pratica niente di quello che ha promesso».

Da sempre impegnata in numerose battaglie sociali, guarda con preoccupazione al tema della violenza sulle donne. «Si fa un passo avanti e due indietro. Hanno fatto una narrazione tutta sbagliata, hanno inculcato nella gente l’idea che si voglia andare nelle scuole a parlare di gender».

Secondo la cantante, il nodo centrale è un altro. «Sarebbe importante andare nelle scuole a parlare di rispetto e di amore per il prossimo. È una sorta di evoluzione dell’educazione civica: insegnare ai bambini il rispetto dell’altro, che sia una donna, una persona di un’altra religione o con un altro colore della pelle. Invece ancora oggi c’è chi parla di donne affidabili se hanno le gonne lunghe. Stiamo veramente delirando».

Fiorella Mannoia: “Con mio marito un colpo di fulmine”

Sul piano personale, Mannoia racconta di non aver mai considerato il matrimonio come un’istituzione troppo borghese. «No, assolutamente no. In realtà non avevo mai pensato al matrimonio: se stai con una persona, ci stai e basta». Il motivo del lungo rinvio era piuttosto legato al suo carattere e alle sue abitudini. «Sono molto pigra, è il mio grande difetto. Il palco è la mia vita, faccio 120 date l’anno, però per il resto del tempo me ne sto a casa sul divano: non vedo quasi mai nessuno. Per cui l’idea di organizzare il matrimonio — chi devi invitare, chi si offende, i regali — è una cosa che non rientra proprio nella mia mentalità».

Parlando del rapporto con Carlo Di Francesco, con il quale ha 26 anni di differenza, spiega che l’età non è mai stata un ostacolo. «Ce lo fanno notare gli altri. Se ci avessimo pensato non ci saremmo fidanzati 20 anni fa. E ci scherziamo tanto tra di noi. Se guardiamo un film vecchio lo prendo in giro: “Ma tu che ne sai?”. Se mi faccio ripetere una cosa, lui ribatte: “Mamma mia, pure sorda mi stai diventando”. L’ironia salva la vita, sempre».

Ricordando come nacque la loro storia, ammette di aver vissuto qualcosa che non pensava possibile. «È stato un colpo di fulmine, anche se non ci ho mai creduto. Ho sempre pensato che una persona prima la devi conoscere. Invece ci siamo incontrati sul set di un video, lui faceva il percussionista, ci siamo guardati e come due incoscienti — perché alla fine se ci rifletti è incoscienza da parte sua e da parte mia — ci siamo talmente trovati che abbiamo superato ogni barriera. Ci siamo guardati e da lì non ci siamo più lasciati».

Infine, tornando alla sua carriera musicale, riflette su uno dei brani che più hanno segnato il suo percorso, «Quello che le donne non dicono». All’epoca non immaginava certo il destino di quella canzone. «No, non l’avevo preventivato. Avevo capito subito che era una bella canzone, che toccava con sensibilità il tema femminile. E parliamo di 40 anni fa. Ma nessuno ha la possibilità di capire quanto possa piacere un brano. Tant’è vero che a Sanremo arrivai ottava, eppure è diventata un evergreen nazionale».

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