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Ambra: “Io e Renga abbiamo fatto un ottimo lavoro. Matrimonio con Allegri? Siete fissati…”

Ambra su Renga e non solo, l’intervista a ‘TV Sorrisi e Canzoni’

Ambra: “Io e Renga abbiamo fatto un ottimo lavoro. Matrimonio con Allegri? Siete fissati…”. L’attrice e conduttrice parla a cuore aperto in una intervista rilasciata a ‘TV Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Cominciamo dalla serie tv. Torni nei panni di Luisa Ferrari, vicequestore poco empatica. Anzi, quasi antipatica. Nella seconda stagione si scioglierà?
«Antipatica è come la vedono superficialmente. Succede alle donne che non mostrano la voragine di emotività che hanno dentro. Permettimi di fare una sorta di “Pubblicità Progresso”: tiriamo fuori le fragilità! Alla mia Luisa l’occasione si presenterà in questa seconda stagione, quando lei, madre mancata, ritroverà una bambina in un bosco e si legherà molto a questo esserino indifeso che il destino le ha fatto incontrare sulla sua strada».

E che cosa succede con il collega Andrea Baldini, ovvero Giorgio Pasotti?
«Per me Andrea e Giorgio sono la stessa cosa. Ormai Giorgio lo chiamo Andrea. O Baldini. Mi è piaciuto così tanto calarmi nella serialità, che non vorrei più smettere. C’è identificazione totale con i personaggi, farei altre mille stagioni».

Riassunto del set?
«Il mio tormentone: “Sei in un mare di guai, Baldini”. A Giorgio gliela ripeto anche al telefono, questa frase, anche quando parliamo di fatti nostri. È stata la prima battuta del copione che dovevo pronunciare. Bastava un attimo e poteva venire in stile telenovela venezuelana, tipo “Topazio”. Mi sono detta: “Se la sbaglio, sono veramente nella m…”. Invece è andata bene e quindi l’abbiamo messa pure nella seconda stagione».

Ti vedo ferrata su “Topazio”.
«Scherzi? Se devo pensare a un ricordo felice della mia infanzia mi viene in mente il lettone di mia madre che diventava una specie di piazzetta del paese dove tutti noi, io, mio fratello Andrea e mia sorella Barbara, ci radunavamo la sera, mentre c’era Drupi che cantava la sigla: “Così piccolaaa e fragileee”».

“Piccola e fragile” è un aggancio per parlare del tuo libro, “InFame”. Perché tu eri poco più di una bambina quando hai incontrato la bulimia. Nel romanzo descrivi le abbuffate, il vomito, la pancia con un vuoto da riempire ancora, e ancora. Una parola, questo “ancora”, che non sopporti.
«Quando alla parola “amore” sostituisci la parola “ancora” inizi ad avere una fame insaziabile. Comincia quando incontri qualcuno che non ti capisce, che ti chiede di essere qualcos’altro, ancora, ancora e ancora. Tu invece ti fai tante domande, sei diversa, non cedi all’idea di rimanere nel posto dove ti hanno messo tutti. E finisce che ti senti sbagliata».

Ambra: “Io e Renga abbiamo fatto un ottimo lavoro coi nostri figli”

Ma non è un libro triste, anzi. A tratti è buffo, divertente. C’è ironia persino quando scrivi: «Sono venuta al mondo sfocata». È così che ti sentivi da bambina?
«Ma io sono buffa, guardandomi con distacco. La bambina che vedo, e che ero, sarebbe nata così anche se come genitori avesse avuto due ornitorinchi».

Oggi cosa provi guardando crescere i tuoi figli? Jolanda ha 16 anni, Leonardo 14, sono grandi.
«Guardo loro le spalle, senza impedire che scrutino l’orizzonte da soli. Non impallo la visuale, li proteggo, ma non li ostacolo. Li lascio essere ciò che sono».

[…] Con Francesco Renga avete fatto un ottimo lavoro.
«Incredibile, eh (ride)? Ce lo chiediamo ancora oggi com’è mai possibile che da due come noi siano venuti fuori due come loro. Rido, perché sembra un complimento, ma non lo è».

Come quelli che ti incontrano e ti dicono: «Ma come stai bene…».
«Tremendo! Quando succede a me, penso: “Vuol dire che prima ero uno schifo?».

[…] Hai appena finito di girare “Per tutta la vita” di Paolo Costella, il nuovo film che ti vede nel cast con Luca e Paolo, Fabio Volo, Carolina Crescentini, Claudia Gerini, Filippo Nigro e Claudia Pandolfi.
«Spero che, Covid permettendo, esca nelle sale presto, perché lo merita: è una commedia sull’amore che va e viene. E sul matrimonio».

Matrimonio?
«Occhio, che ora arriva la domanda che piace ai giornalisti. Siete fissati con ‘sto matrimonio».

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