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Antonella Clerici: “Saremo con Bonolis perché aiutavo la figlia. Il momento più difficile? Tra il 2016 e il 2018”

Antonella Clerici e il Sanremo con Bonolis: il retroscena in una intervista a ‘TV Sorrisi e Canzoni’

Antonella Clerici: “Saremo con Bonolis perché aiutavo la figlia. Il momento più difficile? Tra il 2016 e il 2018”. La conduttrice conduttrice rivela il retroscena sulla kermesse con Paolo Bonolis del 2010 in una intervista a ‘TV Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] in questi mesi festeggia i 35 anni di carriera.
«In Rai ho iniziato nell’estate del 1986 con un programma-contenitore su Raitre che serviva a testare nuovi conduttori. Si chiamava “Semaforo giallo” e lo conducevo con David Riondino. Alla fine dell’estate dissero: “Siete i volti del futuro!”. Poi mi hanno lasciato a casa (ride). Tre anni dopo sono stata chiamata da Enrico Mentana, allora vicedirettore del Tg2, per “Dribbling”: il cambio di passo nella mia carriera è stata la mia prima puntata nel 1989».

Perché?
«Non funzionò niente: i collegamenti saltavano uno dietro l’altro. Ma io, che mi ero preparata benissimo, parlavo, davo la linea, provavo di qua, di là: fu una diretta estenuante. Lì nacque il sodalizio con Gianfranco De Laurentiis».

Quali sono stati i programmi di svolta nella sua carriera?
«“Dribbling”, come le ho detto, perché mi ha fatto entrare nel mondo dello sport, dove sono rimasta per tanti anni. “La prova del cuoco”, perché è stata la pietra miliare della mia carriera, con un successo inimmaginabile. “Ti lascio una canzone” perché all’inizio eravamo dubbiosi e il successo ci è scoppiato tra le mani. Infine il Festival di Sanremo del 2010 perché era il Festival in cui nessuno credeva, l’ho fatto da sola sul palco e mi ha dato una enorme soddisfazione».

E quali sono stati i colleghi più importanti?
«Quelli che per amicizia o per lavoro ho conosciuto meglio. Paolo Bonolis perché nel 2005 mi volle con lui a Sanremo e mi diede fiducia. Quando mi chiamò mi disse: “Mia figlia Silvia mangia solo quando ti vede in televisione: tu sei una che porta il buonumore e l’allegria, e ti vorrei nel mio Sanremo per questo”. Poi c’è Carlo Conti, il mio amico del cuore: abbiamo fatto una carriera insieme in Rai. Infine Fabrizio Frizzi. Per ovvi motivi».

Il momento più felice?
«Il Festival di Sanremo nel 2010. Ricordo che mentre scendevo le scale mi ripetevo: “Antonella devi fingere di essere alla Prova del cuoco”. E così ho fatto: ho trattato Rania di Giordania e Jennifer Lopez con naturalezza, come io affronto la mia vita. Ho ballato con le ballerine del Moulin Rouge giocando… E quando pochi anni fa ho staccato un po’ la spina, è perché avevo bisogno di ritrovare quell’Antonella lì, quella spensieratezza, quel mio modo di condurre non superficiale, ma leggero».

E il momento più difficile?
«Tra il 2016 e il 2018. La morte di Fabrizio, la mia scelta di mollare “La prova del cuoco”: non avevo più motivazioni, non ho più sentito l’appoggio della mia azienda… C’è stato un concatenarsi di eventi e ho detto: “Meglio chiudere così e basta. O verranno tempi migliori, o comunque ho fatto una bella carriera”».

Il consiglio più prezioso?
«Me lo ripetono tutti quelli che mi vogliono bene: essere me stessa. La mia carta vincente è portare in televisione la mia verità, nel bene e nel male. Dai tradimenti ai vestiti stravaganti, dalle delusioni d’amore alle cure per avere mia figlia, dalla felicità alla preoccupazione… ho sempre messo in piazza la mia vita e questo mi ha ripagato. È un patto di lealtà col pubblico che non ho mai rinnegato».

Il complimento più bello?
«Forse quello di Stefano Coletta, il direttore di Raiuno, quando in una conferenza stampa a Sanremo dello scorso anno (Antonella ha partecipato come co-conduttrice nella serata del venerdì, ndr) mi ha detto che il mio ritorno in tv sarebbe stato importante. In quel momento non ho saputo trattenere le lacrime, quella sua fiducia è stata una grande risorsa per ricominciare. E poi sono arrivati “È sempre mezzogiorno” e “The voice senior”».

La critica che l’ha ferita di più?
«Nel tempo sono sempre stata ferita dalle critiche di Aldo Grasso del “Corriere della Sera” perché lo stimo molto. Ora ci sono i social: ogni due per tre dovrei arrabbiarmi, ma le critiche in fondo mi piacciono, le accetto quando sono motivate. A quelle offensive ho imparato a non rispondere più».

Il sogno professionale che dopo 35 anni è ancora nel cassetto?
«Ho realizzato tutto in realtà. Ma un grande sogno ce l’ho».

Quale?
«Il mio idolo è Checco Zalone. Lo inseguo dal mio Festival del 2010 perché è un uomo che mi fa ridere con intelligenza. Il mio sogno è fare un programma con lui, o la comparsa in un suo film… o qualunque cosa».

Impegni della prossima stagione?
«Con “È sempre mezzogiorno sarò in onda fino al 25 giugno, poi si ripartirà dopo l’estate. A novembre torno con sei puntate di “The voice senior”. Ho poi in mente delle cose che mi piacerebbe provare, ma non voglio più trovarmi soffocata dal lavoro. Voglio fare poche cose, fatte bene».

Amadeus ha detto che non farà il terzo Festival: lei rifarebbe Sanremo?
«Sì, ma non ora. Diciamo che non escludo, per finire la mia carriera in bellezza, di poter dire un giorno: faccio il Festival e poi… ciao a tutti!».

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