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Spettacolo

Samuel e Francesca Michielin: “Cinema prende in giro i tormentoni. La cosa che fa più ridere è un’altra”

Samuel e Francesca Michielin: “Cinema prende in giro i tormentoni. La cosa che fa più ridere è un’altra”. I due cantanti parlano di “Cinema”, il brano tormentone che interpretano in coppia in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Sai che l’estate è vicina quando arrivano i tormentoni. Ma uno come “Cinema” non ce lo saremmo mai aspettati. E nemmeno chi l’ha realizzato.
Samuel: «In realtà la canzone è nata anche per prendere un po’ in giro i tormentoni, perché la necessità di scrivere una melodia che si impianti nel cervello forse ti rende schiavo».
Francesca Michielin. «La cosa che fa più ridere, però, è che ci siamo ritrovati davvero in cima alla classifica delle radio».

Raccontate “Cinema” a chi non l’ha mai sentita.
Samuel: «Negli ultimi due anni abbiamo passato tante serate chiusi in casa con la nostra cineteca personale, cercando di eludere le nostre paure. I film ci hanno portato altrove, aiutandoci a immaginare che il mondo fosse quello di prima. Ma ora è tempo di alzarsi dal divano e tornare a vivere».
Francesca: «È una canzone esplosiva, quello di cui abbiamo bisogno in questo momento, e il testo è pieno di citazioni “vintage”. È bello che dopo un anno in cui non siamo potuti andare al cinema ci sia un singolo che parla di cinema. Andarci è una cosa che davamo per scontata, ora abbiamo capito quant’era importante».

[…] Com’è nata l’idea di duettare in “Cinema”?
Samuel: «Il brano, che ho scritto con Colapesce e Federico Nardelli, è nato proprio come duetto. Colapesce aveva già lavorato con lei, e io desideravo da tempo mischiare la mia voce alla sua. Sono più “datato”, confrontarmi con una voce così fresca per me è importante».

Samuel e Francesca Michielin: “Cinema prende in giro i tormentoni”

Le hai telefonato?
Francesca: «Samuel e io siamo dei timidoni… Mi ha chiamato Marta (Donà, ndr), la mia manager: “Ho una notizia bomba!”. Sono andata nel suo ufficio e appena ho sentito il pezzo ho detto di sì, euforica. Mi sono quasi sempre tirata indietro sui pezzi estivi, ma questo è potente. E Samuel è un artista che stimo molto».

Siete riusciti a incontrarvi per registrare?
Samuel: «No, è successo tutto in modo rocambolesco e io ero nel mezzo di un trasloco. Ma a distanza ormai si può fare tutto, se senti che una canzone è tua».

L’hai dovuta modificare per lei?
Samuel: «Abbiamo smussato qualche spigolo, il testo doveva essere rappresentativo per entrambi. La tonalità invece era pensata per me, Francesca ha dovuto sottoporsi a uno sforzo vocale intenso!».
Francesca: «Sì, ma sono contenta di potermi esprimere in una gamma vocale a cui non sono abituata, è importante non fossilizzarsi mai».

E poi vi siete finalmente incontrati per il video ambientato a Venezia…
Samuel: «Abbiamo girato tutto in un giorno. Volevo che avesse il tono scherzoso con cui l’avevamo scritto, così ci siamo immaginati due attori hollywoodiani che arrivano a Venezia, non trovano nessuno, e poi finiscono a una festa di zombi, capitanati dal mostro della laguna, che inscenano il famoso balletto di “Thriller” di Michael Jackson».
Francesca: «Io arrivo sul set e vedo un mio amico del liceo. “Cosa ci fai qui?” gli chiedo. E lui: “Devo fare il mostro della laguna!”. Da non credere! È stato bello finalmente passare del tempo con Samuel a parlare di musica tutto il giorno».

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