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Salute

Un tipo di musica riduce il dolore durante le procedure mediche: la scoperta

Un tipo di musica riduce il dolore durante le procedure mediche: la scoperta. Uno studio condotto dall’Ospedale Universitario di Zurigo dimostra che ascoltare la propria musica preferita riduce il dolore durante l’inserimento di una cannula endovenosa prima di una risonanza magnetica. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Pain Research e riportata da Medical Xpress, ha coinvolto 204 pazienti sottoposti a esami non urgenti del cervello, della colonna vertebrale o della regione testa-collo.

L’esperimento ha confrontato quattro condizioni: ascolto di brani scelti dai partecipanti, musica rilassante, Sonata KV448 di Mozart e assenza di musica. L’obiettivo era verificare se differenti stimoli musicali potessero modificare la percezione del dolore provocato dalla venipuntura, necessaria per somministrare un mezzo di contrasto attraverso la cannula.

Prima della procedura, i pazienti assegnati al gruppo della musica preferita hanno indicato l’artista o la canzone desiderata. Il dolore è stato misurato mediante una scala visiva da uno a dieci, dove uno indicava nessun dolore e dieci rappresentava il peggior dolore mai sperimentato. Le valutazioni sono state effettuate prima e durante l’inserimento dell’ago, quindi trenta secondi e due minuti dopo la puntura.

I risultati

I risultati hanno evidenziato benefici soprattutto per chi ascoltava la propria musica preferita. Questo intervento ha ridotto il dolore sia trenta secondi sia due minuti dopo l’inserimento della cannula, indipendentemente dalla presenza di dolore prima della procedura. Nei pazienti che avvertivano già fastidio, inoltre, la riduzione era evidente anche durante la puntura.

La principale autrice, Meritxell Garcia Alzamora, medico presso l’ospedale zurighese, ha spiegato che soltanto due delle quattro condizioni esaminate hanno prodotto effetti benefici. La musica preferita ha mostrato una riduzione statisticamente significativa del dolore in entrambi i gruppi, mentre Mozart ha garantito un sollievo significativo esclusivamente nei partecipanti che presentavano dolore prima dell’intervento. In questi pazienti, tuttavia, il beneficio è emerso soltanto due minuti dopo la puntura.

Diverso il risultato ottenuto con la musica rilassante, che non ha determinato variazioni significative nella percezione dolorosa. Secondo Garcia Alzamora, il ritmo lento, il volume contenuto e la scarsa presenza di cambiamenti percepibili potrebbero aver indotto i pazienti a prestare poca attenzione ai brani, limitandone l’efficacia come strumento di distrazione. La semplice presenza di una melodia, quindi, non sembra sufficiente a garantire un effetto analgesico: la scelta personale potrebbe essere determinante.

I test

Nel gruppo che non ha ascoltato musica, invece, non è stato osservato alcun beneficio, un risultato considerato prevedibile, poiché mancava uno stimolo capace di distogliere l’attenzione dalla sensazione provocata dall’ago.

Lo studio non chiarisce perché il sollievo sembri aumentare nei minuti successivi alla puntura. Gli autori ipotizzano che il fastidio iniziale possa distogliere temporaneamente l’attenzione dalla musica oppure che i meccanismi analgesici richiedano tempo per manifestarsi. I dati disponibili, tuttavia, non consentono di stabilire quale spiegazione sia corretta.

Il medico Andrei Cristinel Dragnea sottolinea che la venipuntura è generalmente breve, ma può risultare particolarmente dolorosa per alcune persone. I ricercatori ritengono quindi opportuno approfondire l’efficacia della musica durante procedure mediche più dolorose e prolungate, valutando anche il possibile ruolo della presenza del personale sanitario.

La conversazione con il tecnico potrebbe infatti contribuire alla calma e alla distrazione, sebbene tutti i partecipanti siano stati assistiti nelle medesime condizioni. La musica preferita emerge così come un intervento semplice da sperimentare in ambito clinico, senza che i risultati autorizzino ancora a generalizzarne l’efficacia a ogni procedura o a tutti i pazienti.

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