Bastano pochi minuti di movimento per contribuire al controllo della glicemia se fatti dopo aver mangiato. Uno studio clinico randomizzato pubblicato sulla rivista Experimental Physiology ha rilevato che salire e scendere le scale per un solo minuto, a bassa intensità, può ridurre l’aumento della glicemia rispetto al rimanere seduti. I risultati suggeriscono che il momento in cui si svolge l’attività fisica potrebbe essere importante per moderare l’aumento della glicemia dopo i pasti.
La ricerca ha coinvolto 30 giovani adulti sani, 13 uomini e 17 donne, con un’età media di 29 anni. Tutti i partecipanti erano privi di diabete e avevano digiunato per almeno cinque ore prima dei test. Ogni volontario ha effettuato due prove pomeridiane, separate da non più di sette giorni. In entrambe le occasioni ha bevuto una soluzione contenente 75 grammi di destrosio, ma le condizioni successive erano differenti.
Durante una prova, i partecipanti sono rimasti seduti, mentre nell’altra hanno salito e sceso 32 gradini per un minuto, scegliendo autonomamente un ritmo confortevole. L’esercizio è iniziato 57 minuti dopo l’assunzione della bevanda, con l’obiettivo di intervenire in prossimità del picco glicemico previsto.
La differenza tra le due condizioni
I risultati hanno mostrato una differenza significativa tra le due condizioni. Dopo 60 minuti, l’incremento medio del glucosio nel sangue era pari a 2,5 mmol/L quando i partecipanti avevano svolto l’esercizio, rispetto a 4,3 mmol/L quando erano rimasti seduti. La riduzione del picco glicemico è stata stimata intorno al 40%. Anche l’area sotto la curva glicemica e quella incrementale sono risultate inferiori dopo il breve movimento.
I ricercatori hanno misurato i livelli di glucosio all’inizio dell’esperimento e successivamente a 30, 60, 70, 80, 90 e 120 minuti. Le differenze più evidenti sono emerse a 60 e 70 minuti dall’assunzione della soluzione. A 80 minuti il divario si è ridotto, mentre a 90 e 120 minuti le differenze erano praticamente scomparse.
L’attività richiesta è risultata poco impegnativa. I partecipanti hanno valutato lo sforzo medio con un punteggio di 1,9 su 10 sulla scala di Borg modificata. La frequenza cardiaca massima registrata durante l’esercizio è stata di 116 battiti al minuto, corrispondenti al 61% della frequenza massima stimata.
I limiti
La ricerca ha utilizzato un protocollo crossover randomizzato, nel quale ogni partecipante ha sperimentato entrambe le condizioni, permettendo di confrontare le risposte individuali al riposo e al movimento.
Gli autori hanno precisato che i risultati devono essere interpretati considerando alcuni limiti. L’esperimento ha valutato una bevanda contenente glucosio, non un pasto completo, e ha coinvolto esclusivamente giovani adulti senza diabete. Resta quindi da verificare se lo stesso effetto si osservi dopo pasti normali, in persone con alterazioni del controllo glicemico o ripetendo l’attività per più giorni consecutivi.
La ricerca evidenzia inoltre che le risposte glicemiche dopo i pasti tendono a essere più elevate nel tardo pomeriggio rispetto al mattino. In questo contesto, un minuto di movimento a bassa intensità ha prodotto una riduzione sostanziale della variazione glicemica a 60 minuti, indicando l’importanza della tempistica dell’attività fisica.
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