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Spettacolo

Margherita Buy: “Paola Cortellesi e Claudia Gerini? Mi piace la competizione. Mia figlia? Preservarla il regalo più bello”

Margherita Buy: “Paola Cortellesi e Claudia Gerini? Mi piace la competizione. Mia figlia? Preservarla il regalo più bello”. Margherita Buy su Paola Cortellesi, Claudia Gerini, e non solo, l’attrice romana, 61 anni, agli esordi da regista, parla a tutto tondo in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Di cos’altro ha paura, a parte gli aerei?
«Ho anche paura della vita stessa. Penso di aver capito di vivere al 30 percento delle mie possibilità. Non sono una che vive pienamente la propria vita. Ho sempre temuto il cambiamento. Mi rifugio nelle cose che conosco, nelle persone che mi vogliono bene. Pretendo poco dalla mia vita».

Mai uscita dalla comfort zone?
«Quando l’ho fatto non sono stata bene».

Ha pensato a Erica Jong?
«Al suo bestseller Paura di volare? No. Per me, dietro la paura di volare ci sono tante cose, è il lasciarmi andare, l’affidarmi a un’altra persona. Volare ti porta in un altro luogo, è uno spostamento che fai, è il trovarsi in una vita sconosciuta».

E’ il suo debutto come regista. E’ in buona compagnia
«Sì, io Paola Cortellesi, Claudia Gerini…Non lo so perché tutte ora. Mi piace che ci sia competizione fra noi. Ci siamo esposte. Ero abituata alla mia bellissima vita d’attrice».

Un film brillante, posseduto dalla grazia
«Ho frequentato poco la commedia, che invece mi piace molto. Comunque anche qui ci sono momenti non tanto divertenti».

Margherita Buy: “Paola Cortellesi e Claudia Gerini? Mi piace la competizione”

Il cinema è ancora maschilista?
«Eccome, gli uomini sono fatti a quel modo, non è che il cinema vive in una dimensione diversa. Quello delle maestranze per esempio è un lavoro destinato agli uomini. Io sul set mi sono circondata di donne. Anna Bonaiuto, Giulia Michelini, Elena Sofia Ricci, Euridice Axen…».

Ha pensato a qualche maestro con cui ha lavorato?
«Veramente ho cercato di comportarmi al contrario di quello che i registi sono stati con me: il potere sono io e si fa come dico io. Sono nevrotica ma ho cercato di non esserlo».

Buy rassicurante è una notizia
«Sui set in genere sono anche nervosa, invece qui non è successo, mi sono placata, ho avuto voglia di mettere a proprio agio gli attori. Ho avuto quelli che volevo».

Sua figlia ci disse (ma con affetto) di non aver preso nulla di lei.
«Il regalo più bello è stato quello di preservarla perché non diventasse come me. Ha 22 anni, è seria, studia all’Accademia d’arte drammatica. Vorrei che facesse l’attrice in modo diverso da me, che lavorasse fuori».

Ecco, nel film si parla della grande carriera internazionale che si è preclusa.
«C’è stato un momento in cui avrei potuto lavorare bene all’estero. Ma non è nel mio carattere, sono stanziale. Ho rinunciato a tante cose. Dovevo fare un film in Montenegro, mi sono immaginata una montagna contro cui mi sarei sfracellata come la squadra del Torino a Superga».

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