Home » Mal di testa da gelato? Hai una predisposizione per una fastidiosa condizione: lo studio
Salute

Mal di testa da gelato? Hai una predisposizione per una fastidiosa condizione: lo studio

Il cosiddetto mal di testa da gelato, noto in ambito medico come cefalea da stimolo freddo, è un fenomeno molto diffuso che si manifesta dopo l’assunzione rapida di cibi o bevande fredde. Secondo quanto riportato dalla BBC, oltre a essere generalmente innocuo e di breve durata, potrebbe offrire indicazioni utili sulla sensibilità del sistema nervoso e sulla predisposizione all’emicrania.

La cefalea da stimolo freddo compare quando la temperatura del palato o della gola diminuisce bruscamente. Questo cambiamento provoca una rapida contrazione dei vasi sanguigni seguita da una successiva dilatazione. Il processo attiva le fibre nervose collegate al nervo trigemino, responsabili della trasmissione del dolore verso la fronte e il viso. Per questo motivo il dolore viene percepito nella testa anche se l’origine dello stimolo si trova nella cavità orale. L’episodio insorge nel giro di pochi secondi e, nella maggior parte dei casi, si risolve in meno di un minuto.

La neurologa Amaal Starling, intervistata dalla BBC, ha definito questo tipo di mal di testa molto comune e generalmente innocuo. Per prevenirlo consiglia di consumare alimenti e bevande fredde lentamente, facendo pause tra un boccone e l’altro o tra un sorso e l’altro. Quando il dolore è già comparso, può essere utile riscaldare il palato con la lingua o con il pollice oppure bere una bevanda calda. Secondo gli specialisti, questi semplici accorgimenti possono ridurne durata e intensità.

Le similitudini

Particolare interesse riveste uno studio guidato da Irene Toldo, professoressa di neurologia pediatrica dell’Università di Padova. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica MDPI Life, evidenzia importanti somiglianze tra la cefalea da gelato e l’emicrania. La frequenza della cefalea da freddo risulta infatti più elevata nelle famiglie con una storia di emicrania, anche se i geni coinvolti non sono ancora stati identificati. Inoltre, le persone che soffrono di emicrania tendono a sperimentare episodi più intensi quando vengono esposte a stimoli freddi.

Secondo i dati riportati dalla BBC, l’emicrania interessa una donna su sei, un uomo su dieci e un bambino su undici. Nonostante la disponibilità di diagnosi e trattamenti, oltre la metà delle persone colpite non si rivolge a un medico. Per questo motivo la comunità scientifica continua a studiare i meccanismi che stanno alla base del disturbo.

Differenze con l’emicrania

La cefalea da gelato è stata utilizzata per decenni come modello sperimentale per comprendere meglio l’emicrania. Fin dagli anni Sessanta, i ricercatori hanno provocato in modo controllato questo tipo di mal di testa attraverso l’assunzione di sostanze fredde, osservando mediante risonanza magnetica e altri esami la risposta del nervo trigemino e le variazioni del flusso sanguigno cerebrale.

A differenza dell’emicrania, che può comparire in modo imprevedibile e risultare debilitante, la cefalea da stimolo freddo è facilmente riproducibile in ambiente clinico, rendendola uno strumento utile per la ricerca. Oggi esistono anche altri metodi sperimentali, come l’infusione di nitroglicerina, ma il mal di testa da gelato continua a fornire dati preziosi agli studiosi.

Gli esperti sottolineano che il fenomeno è generalmente benigno e non richiede l’eliminazione di gelati o bevande fredde dalla dieta. Solo raramente può essere accompagnato da palpitazioni o aritmie, soprattutto negli uomini adulti. Tuttavia, mal di testa intensi, frequenti o associati ad altre forme di cefalea dovrebbero essere valutati da uno specialista.

Seguici anche su Facebook. Clicca qui

Loading...
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com