Eleonora Daniele: “La gravidanza a 43 anni mi ha dato un superpotere. Ho eliminato l’accento veneto. Calendario sexy? Forse adesso…”. Eleonora Daniele sulla gravidanza a 43 anni, l’accento veneto eliminato, il calendario sexy, e non solo. La conduttrice compie 50 anni e si racconta in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Eleonora Daniele racconta che compiere 50 anni non la affligge affatto: anzi, appena tornerà a Roma organizzerà una grande festa, perché, dice, «Eh in effetti sembra che i 50 anni siano quasi una colpa. Invece appena rientro a Roma organizzo un bel festone. Però non me li sento, sto in forma, gioco a tennis, a padel, pratico kickboxing, porto ancora in braccio Carlotta che ha 6 anni e pesa 22 chili, è tutta ginnastica. Non credevo che una gravidanza a 43 anni si rivelasse un elisir di lunga vita, invece è così. Fisicamente mi ha regalato un superpotere, passati i primi mesi dal cesareo mi sono subito sentita una bomba, come se fossi tornata giovane».
Eleonora Daniele: “La gravidanza a 43 anni mi ha dato un superpotere”
Ripercorrendo la sua storia, ricorda l’ingresso al Grande Fratello nel 2001, un’occasione che arrivò mentre lavorava senza sosta: «La tv non la guardavo, non avevo tempo. Facevo tre lavori per mantenermi, a 18 anni ero andata via da casa. Ma era un’occasione per guadagnare e aiutare la mia famiglia in difficoltà. Dopo l’infanzia complicata, di fatica e sofferenza, fare il GF o diventare famosa non mi ha cambiata. Sono rimasta quella che si prendeva addosso mille problemi».
Non prova alcun imbarazzo per quella voce nel curriculum, perché per lei fu comunque un inizio: «No, assolutamente. Era comunque un inizio, avevo 24 anni. E il programma era molto diverso da quello di adesso. L’ho fatto anche per mia madre, che vedevo tanto infelice. Non aveva studiato, non glielo avevano permesso perché donna. Si era dedicata alla famiglia, rinunciando ai suoi sogni. Per questo piango ogni volta che ascolto Portami a ballare di Luca Barbarossa. Mi ha sempre sostenuto, ero il suo riscatto. Avevamo un rapporto speciale, intenso, anche perché ero la più piccola. Se n’è andata un anno fa. Dal letto di morte mi ha preso la mano: “Non voglio lasciare il mio tesoro”. Quello ero per lei».
Ricorda poi gli anni di studio per correggere l’accento veneto, un lavoro lungo e meticoloso: «Correggere le “e” strette, le doppie, si sentiva tanto. Adesso quando torno a casa mi dicono che parlo romano».
Eleonora Daniele: “Ho eliminato l’accento veneto”
Arriva quindi il capitolo di Unomattina, dove lavorò accanto a Luca Giurato, che descrive con grande affetto: «Ci ho lavorato per 4 anni, un grandissimo giornalista. Mi ha insegnato a prendermi in giro e a sdrammatizzare. Non lo faceva apposta, era proprio così. Un giorno ospitammo in studio una signora che aveva la fobia dei gechi. Luca capì “dei ciechi”. E in diretta gliene disse di tutti i colori. “Si vergogni!”. Aveva poi l’abitudine di tenere tanti soldi in tasca. Una volta, al bar della Rai, cominciò a perdere banconote mentre camminava, come Pinocchio. E io dietro che le raccoglievo. Per me non se n’è mai andato. Luca, come Franco Di Mare, li sento ancora qui con me».
Parlando della sua immagine pubblica, respinge il cliché della “bionda sciocca”, ricordando quanto abbia investito nello studio: «Dopo il liceo non avevo più potuto studiare, i miei non potevano permetterselo. Mi pesava, non era stata una mia scelta, era un vuoto nell’anima. Appena ho avuto dei soldi ho ricominciato. Sono diventata giornalista. Non ho mai permesso a nessuno di trattarmi da sciocca, quando voglio ho un caratterino forte».
Il racconto si fa più intimo quando parla di Luigi, suo fratello: «Mio fratello era un ragazzo autistico non verbale. Grave, in uno spettro avanzato», dice. E aggiunge che, nonostante non parlasse, comunicare con lui non era difficile: «Però non mi era difficile comunicare con lui. Ero quella che ci stava di più. Maggiore di 6 anni, mi ha visto crescere. Molto intelligente, permaloso, amante del genere femminile. Vedevo il suo desiderio. Però si trovava dentro a un corpo limitato, non capiva quello che gli succedeva».
Eleonora Daniele: “Calendario sexy? Forse adesso…”
La sua morte, nel 2015, fu uno shock devastante: «Accadde all’improvviso. Mi telefonò mia sorella. Restai traumatizzata, sotto i miei piedi si aprì un burrone. Per un po’ non sapevo nemmeno più dov’ero. Nel frattempo gli anni erano passati anche per me e non me n’ero accorta. Altrimenti forse un bambino lo avrei fatto prima. Mio fratello in fondo era anche mio figlio. Volevo prendere una casa e portarlo via da lì, salvarlo».
Sul fronte sentimentale, racconta che è sempre andata bene: «Bene, sono stata fortunata. Tutte storie lunghe». Con Giulio, suo marito, la svolta arrivò dopo un dolore condiviso: «Quando io ho perso mio fratello e Giulio sua madre, c’è stata la scossa. Siamo andati a convivere, ha funzionato, quindi ci siamo sposati. Poco dopo è arrivata Carlotta. In qualche modo, da lassù, Luigi mi ha aiutato. Nonostante tutto quello che ho passato, sono una persona felice».
La madrina di Carlotta è Mara Venier, scelta nata spontaneamente: «Mi aveva ospitato in tv quando ero incinta, fu così carina che glielo chiesi di getto: “Ti va?”. Con i bambini è bravissima».
Infine, sorride ricordando la stagione dei calendari, spiegando che non ne fece uno solo perché non si concretizzò: «Ho vissuto l’era in cui li facevano tutte. Me lo hanno pure chiesto e non ero contraria, alla fine non se n’è fatto niente. Non avevo un corpo prosperoso, invidiavo quelle più formose, un po’ di seno in più mi sarebbe piaciuto» […] «Un calendario sexy forse lo farei adesso. Perché no? Le donne sono belle anche più grandi, mica solo le ventenni».
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