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Cesare Cremonini: “Amateur mi ha aiutato a capire qualcosa in più di me. La musica non è mai stata così imprigionata come oggi, vi spiego perché”

Cesare Cremonini: “Amateur mi ha aiutato a capire qualcosa in più di me. La musica non è mai stata così imprigionata come oggi, vi spiego perché”. Cesare Cremonini su Amateur, l’avvento della tecnologia nella musica, e non solo. Il cantautore bolognese, 46 anni, parla del suo nuovo disco ai microfoni de ‘Il Giornale’.

Quando si parla di Cesare Cremonini e del suo nuovo disco Amateur, la prima questione che si apre riguarda il significato del titolo e la figura al centro del progetto. L’artista spiega che «L’amateur è chi ha la grande forza di dire no, è uno che non può più morire. Questo per me è come un disco d’esordio come quello dei Lùnapop, e dopo 27 anni di carriera tornare esordienti è un lusso per pochi». A questo aggiunge come «Grazie ad Amateur qualcosa si è spezzato con il mio passato, nel quale ho fatto tutti errori bellissimi che mi hanno consentito di arrivare fin qui», segnando una netta linea di separazione con ciò che è stato.

Cesare Cremonini: “Amateur mi ha aiutato a capire qualcosa in più di me”

Parlando delle aspettative, Cremonini introduce una nota di scaramanzia e autoironia, dicendo che «Sono quasi convinto che questo disco diventerà uno dei più grandi fallimenti della musica italiana» (scaramanticamente ride – ndr). Una provocazione che apre alla riflessione successiva, quando racconta che «Questo disco non era previsto ma ho capito che lo dovevo fare, mi ha aiutato a capire qualcosa in più di me», sottolineando la natura necessaria e personale del progetto.

Proseguendo, l’artista chiarisce che nel disco non c’è alcun ricorso all’Intelligenza Artificiale, ribadendo la sua posizione con una frase netta: «Qualcuno pensa con piacere a quando i robot lavoreranno al posto nostro. Io no». Una presa di posizione che si collega alla sua visione critica del presente musicale, dominato dall’algoritmo. Cremonini osserva infatti che «L’algoritmo è il nuovo karma, ma non ti consente di guardare oltre. In realtà, grazie all’algoritmo, se un brano funziona sulla piattaforme bene, altrimenti sparisce per sempre. E a me non piace l’idea che una canzone non possa rinascere per una seconda o addirittura una terza volta».

Cesare Cremonini: “La musica non è mai stata così imprigionata come oggi, vi spiego perché”

Da qui nasce una riflessione più ampia sul sistema attuale, che secondo lui pensa solo al presente. Lo esprime con forza: «Ci dicevano che il 100% digitale avrebbe liberato la musica. Non è vero. La musica non è mai stata così imprigionata come oggi. L’algoritmo sta facendo il meglio solo per chi ci guadagna». Una critica che apre alla domanda successiva: quale potrebbe essere la ricetta per uscire da questa impasse?

Cremonini risponde indicando una via precisa: «Tornare ad ascoltare i dischi, che non devono essere degli specchi nei quali riflettersi. Ma delle porte da aprire per entrare in altri mondi. Quando da ragazzo scrivevo Un giorno migliore o 50 Special volevo fare qualcosa che ricordasse ciò che stavo ascoltando. La musica che si fa oggi molto spesso può essere replicata senza problemi, è tutta uguale». Una conclusione che riporta al valore originario dell’ascolto e della creazione musicale, come gesto di apertura e non di replica.

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